martedì 18 marzo 2008

Senza Tempo

Coober Pedy, in lingua aborigena, significa “il buco nel terreno dell'uomo bianco”. Ed è questo ciò che appare alle porte di questa cittadina, considerata la capitale mondiale dell'opale: una immensa distesa di sabbia priva di alcun tipo di vegetazione semplicemente “traforata” da una quantità enorme di buchi nel terreno, tant'è che è sconsigliato avventurarsi a piedi per il rischio di finirci dentro e di restarci fino all'eternità. Tutt'attorno attrezzature di piccola portata che la differenziano parecchio dalle altre città minerarie. Perchè qui, il business, è a conduzione familiare. La gente è venuta e tuttora viene con un sogno nel cassetto che è quello un po' di tutti: scavare un buco e diventare ricchi nel tempo di uno schiocco di dita. Coober Pedy nasce nel deserto, in una landa ostica e incendiata di giorno, gelida e battuta da venti violenti di notte. E fa talmente caldo e talmente freddo che la gente ha deciso di costruirsi la casa sottoterra. E anche le chiese (parecchie visto le diverse etnie dei popoli presenti), sono interrate.

E mentre eravamo parcheggiati in “pieno centro” per la notte abbiamo capito che significa vivere qui. Al calar del sole, ancora oppressi da un caldo soffocante, siamo stati teneramente avvolti da una tempesta di sabbia. Il vento, che da caldo iniziava a diventare freddo, spirava a una velocità notevole, tant'è che Sneaky danzava contento la rumba al ritmo delle raffiche.

Dopo circa mezz'ora, mentre osservavamo le persone passeggiare tranquillamente attraverso la tempesta, ci siamo accorti che in Sneaky era iniziato un processo di desertificazione. Tutto, lentamente, si copriva di sabbia. E tra stupore e preoccupazione abbiamo deciso che il giorno dopo ci saremmo trasferiti anche noi sotto terra.

Svegliati di buona lena, scrollata la coltre di sabbia dalla chioma, ci siamo diretti al Backpackers, l'unico della città. “Camere a sei metri e mezzo sotto terra” recitava un cartello all'ingresso dell'ostello. Non che vivere seppelliti fosse una delle nostre massime aspirazioni, ma se volevamo stare un po' in città era l'unica alternativa. E poi fa molto posh.

Insediati nel nostro tugurio personale abbiamo realizzato che l'aria non era così malsana come si poteva immaginare e che la tiepida terra, madre di ogni seme, teneva la stanza a una temperatura costante di 24 gradi. Un limbo. Sneaky, che iniziava ad assumere dei toni rossastri, reclamava anche lui un luogo fresco e asciutto e soprattutto una doccia dopo lo scrub della sera prima. Anche se mossi a compassione, abbiamo ignorato le sue richieste e a piedi siamo andati al supermercato.

Entrati dentro, anzi sotto, siamo rimasti colpiti dall'infinità di cibi di diversa provenienza, salsiccette ukraine, formaggi balcanici, dolcetti turchi, salami ungheresi e ogni tipo di frattaglia di agnello addobbavano con orgoglio i frighi del supermarket del minatore. “ eh, tanti greci, tanti dell'est, croati, polacchi, una volta tanti italiani. Ora non piu'. E' rimasto solo il club italiano” ci aggiorna una commessa. Qua e là persone dalle facce antiche erano indaffarati ad acquistare cio' che li identificava un tempo come etnia, per non dimenticare, anche se coperti da uno strato di polvere bianca sembravano piu' dei fossili che degli umani. Molti di loro hanno perso tutto quel che avevano ma ancora intrallazzano, ancora sperano, ancora sono pronti a scavare un nuovo buco, il buco che gli cambierà la vita. Molti ci riescono, reinvestono e perdono di nuovo. Alla fine forse è piu' una forma di amore verso questa terra impervia, che non passa inosservata, anche se agli occhi dei piu' puo' sembrare masochista. Gente d'altri tempi, luoghi d'altri tempi. Tanto per rendere l'idea qui a Cooby, ci hanno girato Mad Max. Un film sul futuro girato nel presente ma che sa di passato. In un luogo senza tempo. A Coober Pedy c'è tutto insomma.

Questo è un calamaro opalizzato” ci mostra la guida del museo della città, che altro non è che un'antica miniera in disuso. “E questa è una vongola opalizzata”. E l'opale altro non è che testimonianza del passato. Un passato di oceani e pesci e vegetazione lussureggiante. E la sensazione che provi è che la stiamo rubando questa testimonianza, è un po' come portar via i libri da una biblioteca.

Passata la notte nel fresco tugurio, ci siamo dedicati alla gita turistica, andando a visitare le varie comunità che si sono insediate nel territorio, comunità che per contraddistinguersi hanno costruito il loro mausoleo distintivo, la loro chiesa. E allora trovi quella greco-ortodossa, quella anglicana, quella cattolica e quella serbocroata, tutte, ovviamente, sottoterra. Un culto verso il basso, verso la terra, sembrano quasi mostrare, quasi dio fosse imprigionato tra le rocce, proprio come un risplendente opale.

Siamo partiti il pomeriggio stesso, un po' perchè la strada è ancora tanta, un po' per paura di innamorarci anche noi, di quel luogo senza tempo.



Welcome da Cooby

Cooby dall'alto

I Buchi

Casa Tipica

Ostello: Abitanti del luogo 1

Ostello: Abitanti del luogo 2

Ostello: Il nostro buco sotto terra

Pronti a esplorare il Museo!

Cunicoli 1

Cunicoli 2

ehm....traccia di opale

Esempi di vita di un tempo

Vecchio Ufficio Postale

Chiesa Cattolica

Chiesa greca

Chiesa Serbo-Croata...

...e il suo interno

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