domenica 30 novembre 2008

Veggie Update


Attendendo il cuore di bue



Zucchina (1,8 Kg)

Che il carciofo sia con noi

Saluto al (gira)sole

Fratello Pachino



Abitanti del Veggie (Christmas Spider)

domenica 23 novembre 2008

La Diluvione ( Il Tempo del Tempo )

Mamma Helga è finalmente arrivata. Vederla uscire dall'aereoporto in primavera avanzata in triplo maglione ci trasporta subito all'Italia e a voi tutti. Ma a parte voi mi tengo la primavera, che dev'essere un po' freddino su di là... Arrivati a casa, molte chiacchiere concentrate e nanna presto. Domani, come ogni buon convenevole prevede, il girello per la fattoria. E così è stato, o almeno per I primi 700 metri. Perchè al ritorno dalla lavanda Helga ruzzula a terra. Distorsione alla caviglia. Allora uno si domanda...perchè? Perchè proprio ora, il primo giorno, dopo mesi che aspettiamo una sua visita qui? Ma Helga temeraria stringe I denti e si riprende. O cosi' sembra, visto che I postumi della caduta sono ben visibili tutt'ora. Grandi progetti erano in mente, ma nessuno di essi prevedeva una caviglia malconcia. E così ci siamo barricati in casa, che poi non è manco così malaccio. Di cose da dirci ne abbiamo parecchie e anche se non potremmo mostrarle “quei meravigliosi posti australiani”, la fattoria ne è pur sempre un esempio calzante, una sorta di riassunto per viaggiatori senza molte ferie. Le giornate scorrono veloci, ma non lesinano nel regalarci piccole sorprese quotidiane, dove gocce di rugiada mattutine fanno largo a potenti raggi di sole e uccelli canterini si affrettano a darti il bensvegliato (se non a svegliarti del tutto) e cieli immensamente stellati accompagnano il nostro riposo; dove alberi danzano al ritmo del vento allietando la nostra vista e il profumo di fieno appena tagliato accompagna e si fonde a fragranze floreali nuove e intense. Gli animali, privi di timore e quasi come vicini di casa, mostrano e condividono un po' della loro vita privata. Tutto era stato calcolato alla perfezione, l'ingresso di Meggie nella famiglia, I giorni di ferie, destinazione paradiso. Ma come sempre, I conti li puo' fare solo l'oste, che oggi si chiama destino. Ci si potrebbe stressare per accadimenti come questo (tipo il Lago che, smaniante, già sognava bianche spiagge e lunghe distese desertiche nei suoi occhi), ma anche se il motivo è e rimarrà oscuro (o forse no), un perchè ci deve essere. E a suggellare questo, piogge incessanti hanno scalzato il sole dal suo trono sin dal primo giorno di ferie e come in una partita a risiko, la strategia della “vita” prevede che non cessino fino all'ultimo dei nostri giorni off. Piogge purificatrici, docce fresche per l'anima. A far compagnia a questo anche piccole incomprensioni col Boss, a confermare che forse per noi non era il momento del distacco ma della raccolta. Della riflessione. Anche perchè dopo mesi di intenso lavoro e ambientamento viene sempre il tempo della sosta, il tempo in cui tiri le somme. E allora eccoci fermi a casa, fermi fisicamente, ma liberi di viaggiare con la mente. Meggie è una rustica signora attempatella, distratta e retro', un po' dodgy forse, ma spiritosa e splendente. Nata nel 1969 con indiscutibili propositi di libertà, si era ritirata a vita privata da un amico, con il quale si dilettava a passar il tempo del suo “ritiro” tra battute di pesca oceaniche e sonnecchiosi pomeriggi passati in giardino. Non ha fatto menzione di una sua relazione intima con quel suo amico, ma da fonti certe sappiamo che hanno dormito spesso assieme. Meggie ha deciso di trasferirisi e passare un po' di tempo da noi qualche giorno fa, con rinnovati propositi di vita intensa, certa di poter vivere una seconda giovinezza, ma con il senno di quelle vecchiette vissute e ancora arzille e curiose. Meggie è la nostra roulotte. La nostra prima, nuova, vecchia roulotte. Oggi è il nostro quarto di cinque giorni di riposo, ed Helga e Meggie, non potranno socializzare come gli usi e i modi richiedono, ma altre occasioni non mancheranno. Meggie è comunque ancora intenta a familiarizzare con la sua nuova casa, e Helga sta scoprendo l'Australia attraverso la manifestazione delle piccole cose, quelle cose che a causa delle nostre frenetiche vite spesso ignoriamo o diamo per scontate. In compenso ha stretto importanti e durature relazioni con sciami di socievoli e imperturbabili mosche, che l'adorano e non la fanno mai sentire sola. Ora il tempo non manca e nessuno osserva l'orologio. Lasciamo alla luce dettare e scandire I tempi dell'azione e del riposo, lasciamo all'orto il compito di cibarci secondo le sue idee di crescita e stagionalità, tenendo un orecchio tirato, pronto a cogliere il canto sgraziato del taciturno Kukubarra, che da buon Bernacca dei cieli immancabilmente intona il suo lamento straziante a preannunciare l'arrivo delle di piogge. Proprio come un'ora fa.


Gamba di Legno e i Pirati Massaggiatori

Meggie and Eri

Meggie, le ancelle e il pescatore

Aspettando le mosche dopo la pioggia

mercoledì 19 novembre 2008

Appunti (quel che è tuo è mio. E anche tuo)

Ora mi toccherebbe parlare di cose antiche, visto che pigrizia e lavoro mi hanno portato a non accennare in tempi piu' freschi come il ns cottage è stato "quasi completato".
"Roadside collection, l'ultima frontiera del riciclo" poteva essere il titolo, ma altre cose nel mentre sono accadute e le vecchie emozioni si sono mischiate a quelle nuove, lasciando in noi di questa esperienza solo l'essenza.
Ma torniamo a noi. Come successe l'anno scorso per Sneaky (da qualche parte devo averlo scritto) anche quest'anno, in quel di primavera, sono partiti i Roadsidecollections, ovvero ogni quartiere organizza la raccolta di mobili e cianfrusaglie identificando una settimana ogni sei mesi dove ogni famiglia puo' letteralmente buttare fuori casa ogni arnese e mobilia esattamente fuori dalla porta, lasciando quel che non serve piu' (o che annoia) a chi decide di passare da quelle parti. Prassi comune in Australia, dove non si butta niente. Quel che a me non serve e tuo e fine.
Ora uno puo' pensare a cumuli di 'monnezza tipo Napoli, oppure a uno dei soliti accattonaggi LagoDubay. In realtà la qualità delle cianfrusaglie e' decisamente piu' elevata e tutt'altro che maleodorante. Anzi, ogni bendidio è a disposizione e la famigerata coppia, ancora con Diana alleata impeccabile, non si sono lasciati sfuggire l'occasione.
Schumacherone Lago, al volante, furtivamente ronzava intorno alla preziosa mercanzia e con occhio felino selezionava i pezzi grossi. Le sorelle DD invece, come fanti in una battaglia all'ultimo sangue , separavano le truppe e aggredivano da terra ogni singolo cumulo, sgomitando spesso con malintenzionati intenti a privarci dei nostri tesori.
Tavoli, poltrone, stereo e soprammobili, vasi, stoffe mobili e macchinari da cucina, tutti diligentemente impilati, giardino dopo giardino, si lasciavano osservare strizzandoci l'occhio, quasi a dirci: io, io! prendi me, no me!
E il terzetto di Gidgegannup, notoriamente atto a compassione e carità, si è portato a casa tutto.
Tanto per stringerla un po', macchina del pane, macchina per centrifugati, impastatrice e non ricordo quale altra diavoleria elettrica rendono la ns cucina una sorta di laboratorio professionale del cibo, la ns camera è interamente arredata di raccatto e ogni angolo del nostro patio è stato trasformato in salottino esterno.
Ora, siccome non ho la fine, scrivo...fine!
A voi le foto

Roadside View

Chi cerca...

...treasure

Beta Test 1

Beta Test 2

Al rientro da un Roadside e...

...il "nuovo" divano...

- Fine degli Appunti -

sabato 8 novembre 2008

Dams and Cranes


Da un po' vi starete domandando...ma che fine avranno fatto quei due???

Eccoci qua!

Un po' latitantelli effettivamente, ma finalmente rilassati dopo una grande cavalcata di lavoro puro. Perchè la fattoria al nostro arrivo, come si dice giu' di qua, was falling apart e poi partire senza Nigello, che per noi officina e macchinari erano mondi oscuri e tenebrosi, dover imparare in inglese a utilizzare attrezzature che manco sai il nome in italiano, il cottage da ripulire e, on top, due big parties da organizzare: il primo, il secondomatrimonio del primogenito di Ruggero, il secondo invece è il primoevento degli Eastern Suburbs, il principe dei party, ma che dico party, il GidgieParty, ossia il party di rappresentanza di Ruggero medesimo. Una sorta di CountryMeeting con gente che rotola ubriaca sul prato e ci si abbuffa di ogni bendidio. Ma per I particolari su “Spring in Gidgie” potete rifarvi al precedente mio di circa 12 mesi orsono.
Tre mesi estenuanti dicevamo, ma ricchi di piccoli colpi di scena. Così piccoli che è pure difficile descriverli, ma a tratti potrei provarci. Tipo vedere le tue mani diventare confident con quel che toccano, I risultati crescere di giorno in giorno, assorbire informazioni nuove che fluttuano e si uniscono a quel che ti porti dentro e insieme elevarsi e generare nuove prospettive, nuovi orizzonti, nuove sfaccettature...
Ho imparato a usare il trattore. Proprio quella cosa gigantesca che da piccino osservavi dal tanto basso verso l'altissimo. Sotto al culo del Lake. Certe derrapate con lo slasher (lo vedi, un'altra parola) ta-ta-ta-ta e tagli tutta l'erbaccia bella bella. E poi scarichi il camion, e poi ricarichi e poi lo guidi pure, il camion. Un Bedford del 19** bianco latte col braccino a uncino detto crane che ti pende giusto di fronte al finestrino che buca dopo buca non sai mai se ti colpirà infrangendo il vetro fracassandoti lo zigomo sinistro (guida a destra), che c'ho certi avambraccioni che a dodici anni non era niente!



Massey Boy

Miss Bed

(Sto ridendo mentre sto per scrivere questo...) E devo dire che neanche la Dubay ha passato un buon momento...da quando è diventata....ehm...è, lo devo dire così com'è, la Regina....hehe.....
La Regina delle Pompe. Nel senso, idriche. Perchè la fattoria c'ha certi Tankoni (cisternoni) di acqua da 500.000 litri l'uno che sono sì, riempiti da acqua piovana, ma soprattutto da Dams e pozzi artesiani sparsi qua e là che funzionano grazie a pompe a carburante. Un lavoro della madonna tra benzina, accensione, reports sulle quantità di acqua raccolta e la velocità di trasmissione. Motori che si rompono e cinghe che si strappano. Un vero lavoro da CowBoy degli acquedotti. E alla Dubay ormai manca solo un bel cappellaccio di cuoio che quando scende dalla collina, sulla Ute bianca, con gli occhiali a goccia e le taniche di benzina nel Back, il Lago non resiste, si rizza in piedi e assalito da un attaco acuto di testosterone da 36enne ingobbito, esplode tutta la sua energia in una esile alzatina di braccio e poi di manina fa ciao-ciao...ciao-ciao...ciao-ciao...

La Dubay, gomito fuori, mostra I sessantaquattro denti esplodere in un sorriso profumato di Jarrah e per un attimo mi vedo riflesso nei Ray-Ban Dubay. Arsa polvere si solleva al cielo, e mentre attendo impassibile che si depositi in ogni mio pertugio, osservo pulsante la Ute, che borbottando guadagna strada e scompare giusto dietro alla collina.
Ora potrei finirla qui ma non ho detto un cazzo di pratico.
Quindi...

Il Veggie Garden sembra una palude della malesia, mangiamo insalata come corsari e infatti ora abbiamo deciso di sradicarla da quanta è. E che cazzo, non sono mica un erbivoro. Le zucchine non scherzano nemmeno,ma sono ancora una novità. Ieri abbiamo fatto la prima vera sfagiolinata. Forse pure l'ultima. Ravanelli a grappoli e abbondanti ciuffi di spezie. Broccoletti fino alla nausea. In famelica attesa di pomodori.
Sparo giusto un paio di foto. Anzi tre.


Un mese fa

Ieri

Crop

I Parties sono over. Inshallah. Ma siamo belli stanchi. Talmente stanchi che in entrambe le occasioni eravamo due mummie. Due mummie ubriache.



Wedding's Spot


Spring in Gidgie

Diana ci ha salutati già da un po'. Ma solo per un po'. Pero', in quel “un po'”, ci manca. E' stato speso del tempo profondo insieme.


Diana va a far le valigie

Ma sempre nell' “un po' “ eccoci aspettare Mamma Helga, che come sempre impavida, si compra un biglietto aereo in due giorni e dice - arrivo! -
A venerdì quindi...che bello!!!!!!!!


Others:

Miss sessantaquattro sorrisi at Spring in Gidgie

Nodo alla cravatta per lo sposo...Ruggero checks