giovedì 28 febbraio 2008

Italoalbanese non è il nuovo programma di Fabio Volo

Io e Mao, alle nove di mattina del giorno dopo, ci siamo presentati al cantiere. Isolare le case non è propriamente il lavoro che tutti vogliono fare, tantomeno a Broome dove ci sono 40 gradi e il 95% di umidità. Roba da uomini. E io, per una volta, volevo sentirmi tale, volevo sentirmi come si sentivano i nostri nonni quando dopo la guerra sono partiti per le americhe: vestiti del loro orgoglio di lavoratori, con in pugno un pizzico di "nulla da perdere".
Russell, il proprietario ci ha fatto trovare ogni protezione stile 626 anche se qui magari si chiama 343 o 000. Indossati guanti, occhiali, mascherina e tutina bianca disinfestatore nucleare siamo saliti sulle scale abbiamo iniziato. Dopo mezz'ora i primi due litri di acqua a testa erano già stati bevuti e la mascherina era stata delicatamente riposta nella sua custodia originale. Dopo tre ore abbiamo provato a togliere la maglietta e strizzandola inaspettatamente abbiamo ritrovato quei famosi due litri precedentemente bevuti. Ma tutto sommato non ci si poteva lamentare, tutti erano carini, ci avevano messo a disposizione la radio e un tanicozzo di acqua gelata. "Fermatevi quando volete eh!" ci dicevano ogni mezz'ora Russell e Ben, un altro Ben, il supervisor dei lavori.
Terminata la prima parte del lavoro Russell ci fa vedere un nido di uccelli dicendo: "aspettate a mettere qui l'isolante, penso che tra un paio di giorni i piccoli saranno pronti a volare. Poi finiamo piu' in là". Verso le 13, quasi stremati dal caldo suona il cell. di Mao. Era la compagnia di perle, lo avevano preso e lo aspettavano nel pomeriggio per le visite mediche. Il destino ha deciso così.
Mao si ferma a Broome. For a while.
Arrivato a casa ho dato la notizia ad Erika e, richiamato il Boss per informarlo, al cantiere "abbiamo arruolato" Erika stessa. Ma fino a martedì, poi si parte. Un po' di soldo non guasta mai.
Tra tetti e sottotetti è passato anche il secondo giorno. Senza tutina però, meglio il prurito che la disidratazione. Il Week End al Backpackers (ostello) è passato con delicatezza, tra un tuffo in piscina e una passeggiata a Cable Beach. I tasselli del lungo viaggio lentamente si posizionavano al loro posto e nel frattempo siamo riusciti anche a scambiare quattro chiacchiere con dei ragazzi Francesi, quattro, anche loro in viaggio da un po', anche loro in attesa di partire.
Ignari di quel che poi sarebbe accaduto il lunedì seguente abbiamo ripreso a "faticare", decidendo di fermarci ancora un po', ancora un paio di giorni, forse tre, al massimo partire sabato. La nostra condizione di Italoalbanesi cominciava a piacerci, anche perchè nonostante il lavoro, venivamo trattati come arisocratici. Che bel paradosso. O forse è paradossale il contrario?
Il tempo stava cambiando, il sole era scomparso e l'umidità era diventata asfissiante ma il lavoro ora era piu' semplice essendo passati a isolare le pareti. Niente guanti niente tutina. Tutto "Nature".
Nel frattempo tra i francesi, uno aveva deciso di rimanere a Broome, in attesa di una chiamata da Perth per andare a costruire le tubature di cemento che vengono usate tipo per le fognature. Il suo nome è Julien, ma chiamatelo pure Ju-Ju.
Si lo so, in Australia trovi sempre dei lavori un po' così, ma per una volta tutti noi ci sentivamo un po' così. In ogni caso impari, sempre.
Verso mercoledì, sempre il Sig.Destino, ci ha mostrato i suoi piani. Nel nostro futuro c'era il ciclone Nicholas e con Nicholas non si scherza. E in attesa di Nicholas stesso, una pioggia a dir poco monsonica si stava mostrando in tutto il suo splendore, in tutta la sua irruenza, rinfrescando l'aria e ripulendo l'ambiente. E' la coda di Nicholas, ci dicevano, ancora non si sa se passerà di qui, in ogni caso scordatevi di partire il Week End, sennò ve lo trovate sulla strada. E la strada è allagata, almeno per i prossimi 1000 Km. Anzi, dal nuovo bollettino emergeva anche che il ponte del fiume Victoria, a 1.500 km da Broome, risultava sommerso. Nel frattempo, a ogni rientro al Backpackers, trovavamo i francesi, Alan Gaetan e Bernie, pronti a partire, ancora lì. Un giorno perchè si era rotta la pompa dell'acqua della loro jeep, un'altra per il filtro dell'olio, un'altra ancora per non so che cazzo, fatto sta che la settimana lavorativa era passata e ci trovavamo pronti a far la conoscenza del Sig.Nicholas, di vita breve ma intensa. Nel frattempo la pioggia continuava battente che quasi non vedevi a 200 mt da te. Verso le 17.30 di venerdì l'imprevedibile accade inesorabile: la Jeep dei francesi si mette in moto e Nicholas, il ciclone, decide di essere piu' interessanto alla costa a sud del WA e taglia per l'entroterra lasciando a Broome solo la sua coda di pioggia torrenziale. Peccato, iniziavamo ad affezionarci, sia ai francesi sia a Nic. Attendiamo l'ultimo bollettino: le strade sono pulite ma il ponte è ancora decisamente allagato. Si parla di 12 metri di acqua e considerando che il ponte è sospeso a 8, le previsioni erano che se al nord continuava a piovere così sarebbe rimasto chiuso per altre due, tre settimane. Al Backpackers tutti iniziavano a ridisegnare i propri piani, erano iniziate delle selvagge compravendite di Van, auto e biglietti aerei e a essere sinceri anche noi ci abbiamo pensato, ma data un'occhiata al ns cucciolo indifeso (Sneaky), abbiamo deciso di vedere cosa sarebbe accaduto. Fissata la nuova data di partenza a martedì, abbiamo salutato i partenti Gaetan, Bernie e Alan sapendo che on the way li avremmo sicuramente ritrovati (in attesa del ponte) e con Juju e Mao ci siamo assiepati a chiacchierare e sfumacciare un po', finchè un omone grande grande nero nero con la barba barba, vestito di un vestito tribale si è avvicinato al nostro tavolo e in francocreoloinglese fa: rua ccjeochej djea smoke?
Il Cantiere

mercoledì 27 febbraio 2008

La porta del Grande Nord


Entrati nell'ostello, la nostra sensazione, mia e di Erika, era di cercare la riflessione piu' che il contatto. Avevamo un assoluto bisogno di rimettere i nuovi tasselli in ordine. O quantomeno capirli.
All'ingresso ad accoglierci c'era un ragazzotto nè alto nè basso, nè magro nè grasso, col capello un po' piu' lungo che corto, ma con un sorriso gigante stampato sul volto. Un sorriso incessante forse lì da qualche anno.
Ben è il suo nome e vive a Broome da un po'. Insieme al suo sorriso.
Costretti a sposare la logica dell'ostello per cause di forza maggiore, ma non avendolo considerato nel ns budget di viaggio, la nostra prima domanda è stata: “possiamo lavorare per pagarci le notti?”
“E perchè no” fa lui e accertate le ns competenze extra Backpackers (Viaggiatori con lo zaino in spalla/ostello), ci ha riservato lavori altamente qualificati quali dipingere i battiscopa (il Lake), dipingere i pavimenti esterni in cemento (Erika) e, viste le acquisite competenze giardinieristiche, togliere le erbacce dal campo di calcetto (Mao). Dopo 6 ore di lavoro diviso in due giorni, ecco che abbiamo pagate ben 3 notti piu' una in omaggio. Ma mentre ancora si sudava per guadagnarsi la pagnotta ecco arrivare di nuovo Ben: “ Italiani, ho ricevuto una telefonata proprio ora. Mi hanno chiesto se ho qualcuno che vuole andare a mettere l'isolante in una casa in costruzione. Se volete ecco il numero”.
Considerando che d'ora in poi le temperature sarebbero diventate soffocanti, a tal punto da non poter quasi piu' dormire nel Van, ci siamo fatti due conti e ci siamo detti: perchè no? Di Broome non abbiamo ancora visto niente, ma il posto lo sentivamo comunque nostro. Qualcosa era nell'aria anche se ancora ci sfuggiva. E poi a 150 dollari al giorno gli dici di no??? No
Nel frattempo Mao, preso da una botta di vita e dalle leggende del luogo (che sono realtà) è andato a consegnare un curriculum al porto.

- Intermezzo -
Broome è una città nata anni fa, su territorio Aborigeno, per la coltivazione delle Perle. Perchè a Broome la temperatura del mare è perfetta. Fu un giapponese ad avviare l'attività e vista la “vicinanza” iniziarono ad arrivare malesi, cinesi e altri “popoli” in cerca di fortuna e sopravvivenza. Oggi Broome, primo polo mondiale delle Perle da Ostrica, appare come una città sonnolenta durante la stagione delle piogge che si rianima prepotentemente durante quella secca, un crogiolo di razze e culture perfettamente mischiate che ha dato vita a una cultura quasi autoctona. Subito a nord, attraversando una strada ora impraticabile, vivono delle tribu' aborigene che stanno cercando di ritrovare la loro cultura originale, mentre a ponente trovi Cable Beach, una immensa spiaggia bianchissima graffiata da un mare spesso tormentato. Una spiaggia che durante il Dry (stag.secca) è affollata di gente libera di stare in costume e non, mentre nel Wet (Stag.Piogge, ora) è completamente selvaggia, a tal punto da non poterti fare il bagno per la presenza di squali e meduse mortali. Il luogo ideale per ammirare il “tramonto perfetto”.

Il piano era questo: iniziare a “isolare” e stare alla finestra, osservare. E come sempre, se lasci fare, la vita mette a posto ogni cosa (grazie Zio L.)
Tramonto Perfetto
Tramonto Perfettissimo

lunedì 25 febbraio 2008

La Strada (da Sud a Nord)

Come non poter dedicare un pensiero alla Strada, l'elemento caratterizzante di questo viaggio. Quella lingua di asfalto che corre lungo la terra, seguendo la terra. Quella strada, che da Sud a Nord, congiunge (e a volte divide) Perth a Broome. Ti fa sapere che ce ne sono 2.200 di chilometri, anche se ne abbiamo fatti 4.400. Sneaky è in forma, non usa olio nè acqua, ma ci ha sorpreso nel consumo, dove, lanciato alla velocità di 110 Km/h ha deciso di volere un litro della preziosa linfa ogni sette chilometri, il che ci ha fatto ridurre drasticamente la velocità di crociera a 90 e alzare i livello di consumo a 9Km per litro.

La prima cosa che questa strada ti fa provare è che stai vivendo al contrario.
Intanto perchè pur andando verso Nord stavamo andando verso il deserto, e man mano che si percorrevano chilometri la temperatura si alzava, fino a toccare, dalle parti di Exmouth la soglia dei 46 gradi;
Poi perchè piu' ti allontani da un centro abitato piu' la vita costa. Voglio dire, la vita normale. Tipo reperire i materiali per costruirti una casa, oppure riparare una macchina o anche comprare le verdure che qui non crescono, o crescono fino a una certa latitudine.
Qui non è come in Italia, che te sei a 300 km dalla città e ancora trovi un paese dietro l'altro sovrastato da una cappa di rumore che ovatta ogni singola parola mai detta, qui senti una macchina arrivare quando è ancora a 2-3 minuti, che calcolando la velocità media australiana significa che te una macchina la senti quando è a 2-4 km di distanza. Ora, io mi immagino a piazza San Giovanni tendere l'orecchio e sentire una macchina arrivare dalla Cristoforo Colombo. Se non gira a Via Cilicia.
E poi piu' vai avanti, piu' la gente è friendly, ti invita a cena, ti offre da dormire, ti da le indicazioni giuste..., ti ci accompagna spesso. La gente sorride. Guidando il tuo maggior divertimento è salutare le macchine che incroci. Le poche macchine che incroci. Una ogni 5 minuti all'inizio, ogni quarto d'ora poi. Tutti col braccino alzato. E te ancor di piu'.
Piu' vai avanti piu' la natura prende piede. O meglio, riprende possesso di te stessa. E te semplicemente uno come tutti gli altri,solo un po' rompicoglioni con quel rumore che fa il tuo Van.
Tutto si svolge in silenzio. Che percepisci come “desolazione”, a volte “noia”. E allora come già accennavo precedentemente corri tutto baldanzoso verso il primo sconosciuto che ti capita a tiro e gli sorridi e lo tratti come se fosse tuo fratello e lui fa altrettanto e parli per ore di tutti i cazzi tuoi che neanche il tuo miglior confidente MAI saprà. Dopodichè non ti vedi mai piu'. E i tuoi segreti? Finalmente li lasci viaggiare, hai aperto la gabbietta del canarino.
Allora forse se loro sorridono, e anche noi qui sorridiamo, vuol dire che il segreto sta nel Silenzio.
Nell'essenza del silenzio. Che è anche saper ascoltare.
E' che nel silenzio sei nudo. Non li hai gli anticorpi perchè non te li sei mai nemmeno potuti creare.
E allora Pensi. E pensi. E poi pensi ancora. E ti vengono in mente dalle vaccate piu' assurde a degli attimi remoti della tua intimità, della tua piccola bolla di cristallo in cui sei cresciuto. E poi li condividi appunto col primo stronzo che passa.

La strada in WA è accarezzata dal vento, a volte tenace a volte soave, ma sempre presente. Un vento che modella la vegetazione di alberi alti che man mano diventano sempre piu bassi e sempre più attorcigliati, per poi trasformarsi piante e infine cespugli. E poi scompaiono. E poi riappaiono, in forma eccezionalmente tropicale alle porte di Broome. Con dei Baobab giganti a sorvegliarne l'ingresso. E il tutto si svolge sotto un cielo immensamente gigante che all'orizzonte incontra una sterminata terra rosso bruciato che si diverte a fargli il solletico attraverso gli immensi termitai che durante tutto il percorso ti accompagnano.
Una terra dove gli animali sono i padroni, i protagonisti. Prima durante e dopo. Sono i casellanti di questa autostrada verso il passato. Non il nostro, quello del mondo. Che è anche il nostro.
E ti dicono che puoi viaggiare solo di giorno. E tu lo fai.
Quando è tramonto metti la freccia e lasci la scena del film. O meglio, diventano loro gli attori. E allora ti capita di sentire costantemente rumori tra i cespugli e il tuo cervello è subito lì, al serpente più velenoso, al dingo piu' affamato (grazie a dio i Leoni sono in un altro film). Poi ti risvegli immediatamente perchè ti sei reso conto che come un coglione sei a piedi nudi sul nido delle formiche che beccano. E come beccano! E mentre cerchi di scrollartele di dosso sai che il sole ti sta salutando e che sta per accadere l'inevitabile. Allora tenti di barricarti nel van ma dopo poco il caldo ti vince e te semplicemente apprendi cosa significa far parte della catena alimentare. Vestito di nuguli di zanzare che ti affettano le orecchie da tanto rumore che fanno. Che poi è peggio quello del beccone. Semplicemente non dormi. E sfiati dal caldo. E son due giorni che non ti fai la doccia anche se sudi come una bestia. Che fai? Ti lasci mangiare. Scegli sempre il male minore.
Sia chiaro, di giorno mica si scherza. Con le solite mosche che espletano per te la tua toelette quotidiana, canguri che adorano attraversare fuori dalle strisce pedonali, capre e pecore a non finire, uccelli semipreistorici e falchi della madonna. E mucche che come al solito si fanno i cazzi loro.
E tutto cio' ha un ciclo. Che l'uomo come al solito accelera. E accelera che ti accelera poi ti trovi un cimitero per la strada. Un viaggio tra carcasse macilente e carogne preda di falchi e corvi. Tutto serve a tutto. Tutto si compensa.
E tutto veniva percepito come fastidio, disordine, solitudine. Arrivati a Broome ci siamo ritrovati inaspettatamente stanchi. Entrare in un ostello dopo circa un mese on the road per noi è stato come per ogni esploratore avvistare terra. Non lo so cosa loro provassero ma dopo tanta fatica, dopo la prima meta raggiunta, dopo tanta “desolazione”, quel che mi turbava è che cercando vita già sentivo nostalgia del maledetto Silenzio.
La Strada
Casa in Movimento
Piccoli termitai crescono
Tropico ale'
Parcheggiando qua e la'

mercoledì 13 febbraio 2008

Esiti da Convergenza

Ore 16.00 - Terminata la convergenza si parte. Destinazione Boh. C'è chi propone di vedere come va, chi di fermarsi giusto prima del tramonto (giusto due oredi guida) e chi sprezzante abbozza un: e se andassimo direttamente a Port Hedland (300 km)? E nella baraonda dialettica sul dove ire e durante un'attenta osservazione dal Van in corsa di un paese “aborigeno” (nulla di trascendentale visto che non è aborigeno ma abitato da aborigeni) che si trovava sulla strada per non so bene dove, io, il Lago, colpito da insolito fervore, nonchè memore di precedenti letture Lonelyniane, mette la freccia e svolta a destra.

Point Sampson, per una nuotata. (Pensa che voglia di partire)

Arrivati al luogo, ci siamo resi conto che era piu' bello di quel che ci aspettavamo. Controlliamo i soliti cartelli, no camping, ci scambiamo un po' di sensi di colpa con affetto e poi ci si prepara per la notte. Oggi abbiamo fatto 35 Km. Melbourne, un giorno arriveremo.

Scendiamo dal van, giusto per una rinfrescatina al mare (di quelle che piacciono al Cico :) e come faccio un passo avverto algide goccioline imperlarmi la fronte. Lo sai che cos'è, ma non te lo vuoi ammettere, ma lo sai...si quella roba lì, riso in bianco, tè e limone...ecco quella.

Quindi, mentre Erika e Mao continuavano a fare quel che al Cico piace, io, sempre il Lago, a intervalli di 5 minuti cadauno nervosamente passeggiavo tra il Van e la Toelette, ma senza carta igienica. Perchè in Australia, anche se ti trovi tra Uluru e il Kings Canyon a piedi sono sicuro che un cesso lo trovi, e se vai dentro c'è sempre tutto in ordine. Bello, pulito, profumato e tanta tanta tanta Carta igienica che quasi abbozzi quel Bidet di carta bagnata che un po' tutti noi facciamo ma mai oseremmo ammettere nemmeno se colti in flagrante. Negare sempre.

Fatto sta, c'avevo il cagotto.

Dopo circa una mezz'oretta passata in tentata riflessione a gomiti sulle ginocchia, mi avventuro in spiaggia.

Ora, ci ho pensato un po' se scriverlo o meno, ma vista la cagata dei temi che contenuti in questo post mi sbilancio e non posso non scoprire il mio Io piu' profondo.


Premessa

A volte soffro di colite


Contropremessa

Sono affetto da sindrome di smemoratezza cronica


Quel che è successo è che uscito dal bagno diciamo sudatino, diciamo senza maglietta, sono stato dolcemente carezzato dal quel che loro, glia australioti, chiamano Nice Breeze, che diciamo ha deciso di vorticare un po' giusto intorno al mio ombelico. Smemorato, la maglietta! Ma poi vorrei vedere voi, a cagare in una capanna di lamiera alle 5 del pomeriggio di un giorno di 40 gradi (dentro almeno 50) che ti sembra di avere Caronte che ti aspetta fuori e poi uscire che il vento del Mare Oceano è tipo la Bora di Trieste. Una Caporetto. (tanto per rimanere in tema)

Nel frattempo però ho visto di due “amici” trastullarsi nelle tiepide acque azzurre di Port Sampson. In compagnia di due ragazzi. Mah.

Espletate le ultime pratiche, prima di uscire dall'inferno di lamiera, indosso la magliettina della salute (Quella con scritto Think – It's not Illegal Yet che mi è stata regalata da....(grazie!)

Che poi mi dimentico di essere in Australia che lo capiscono tutti) e ritento la dipartita. Esito positivo. I due “amici” stanno ancora allegramente conversando ammollo. Mi sorridono. Mi siedo in disparte. Lontano. Ringhio. How are you? Where are you from? No no, già mi stanno sul Ca.... “Andrè, vieni, ci hanno appena invitato a dormire da loro!” Alzo lo sguardo e vedo Erika sorridente agitare le braccia.

O perbacco. Pensa a volte cosa ti perdi per una cagata.

Mi affaccio dalle parti loro, cercando di sedermi in qualche improbabile posizione Yoga per non bagnare il pancino (io nell'inferno non ci torno) e così, per rompere il ghiaccio e spiegarmi un po' esordisco con un fantastico: Ciao ragazzi, scusate se non sono venuto prima è che ho Stomach Problems.

Ripensandoci ora, in questo momento in cui lo sto scrivendo, rido. Nel senso, immagina se quello sconosciuto che hai appena invitato a casa a dormire si presenta e ti dice, scusate se non sono venuto prima è che ho Stomach Problems. Inizi ad arrovelarti il cervello per cercare come riprenderti l'invito a forza, tipo ricevi finte telefonate, è morta la nonna (quella che muore sempre) mi spiace, devo andare....Invece no Tom e Hamish mi hanno accolto con un sorriso, forse per la cagata che avevo detto. E non solo.

Iniziano i soliti teatrini italiani, il solito gesticolare nel parlare che ci contraddistingue ovunque (e quanto ci pigliano per il culo!), stasera pasta, ecc ecc. E che veniamo a sapere?

Che Tom è ingegnere e lavora...nelle miniere, quella di acciaio dei Transatlantici alla Cina, ricordate? Che è qui da un anno giusto domani e che ha scelto di lavorarci per riprendere a viaggiare. E che ci ha ragguagliato su quel che riguarda il ns tabellino estrattivo. Se non ricordo male, per riempire una di quelle chiattone della madonna servono 20-25 di quei treni da 3,5 Km cadauno! E che la Società proprietaria della Miniera ha ceduto alla società Cinese che acquista il Ferro, quote tipo al 12%. Quindi si comprano il Ferro da soli.

Come descrivere Tom, che dire di Tom. Tom è la delicatezza. Mai una parola di troppo, un gesto svogliato. Sguardo abbassato e orecchie da vendere. Che gli Italiani quando parlano ti fanno due coglioni...lui no, lui ascoltava per il gusto (tuo) di lasciarti parlare.


E Hamish. Heim è un ragazzo di 22 anni. Indovinate che fa?....In miniera! E' venuto qui perchè vuole partire. Nel senso che lui, come suo fratello Tom, è di Melbourne ed è venuto qui a lavorare un mese per poi partire 9 mesi per il Sudamerica. Lui, la sua compagna, due amici.

E oggi è il suo 3 giorno di lavoro! Che dire di Hamish, ho visto in lui il sogno. Quella fiamma che da giovane ti senti dentro, quella che ti dice voglio fare questo quello e quell'altro. Quella fiamma che a volte si addormenta e ci fa passare gli anni come i minuti. Lui ha lo sguardo all'orizzonte.


E dopo questo tributo ai due amichetti, che di comune accordo ci hanno ospitato per ben 5 giorni a casa loro con tanto di aria condizionata e ogni comfort (data dalla ditta), con tanto di gita in barchetta su un'isola deserta dove vanno a riprodursi le tartarughe (vedi nota 1), dove abbiamo (hanno) pescato un bel pescione da 4 chili e abbiamo (noi) cucinato giusto saltato lì col pommodoretto e l'oliva che quasi mi sembrava di essere in una città mineraria in Italia (Divine!) dove con quella barchetta quasi ci rimanevamo con quelle onde oceaniche della madonna. Certi salti, certi buchi, certi motori porca puttana perchè si rompono sempre a metà del ritorno da una gita????? Dopo sparse nausee arriviamo e tutti si lanciano giu dalla barca per non dover vomitare. Peccato che sotto c'erano gli scogli appuntiti e tutti si sono un po' affettati i piedi.

Ma ancor oggi, che dopo circa 10 giorni ho ancora un taglio sulla pianta del piede sinistro, lo osservo e dico: ma quanto culo ha la Vita?
A volta basta solo non pensarci.




Point Sampson


Hugh Grant (Heim), Lake, Tony Blair (Tom)

Nota 1 - Il corso della natura

Io e Erika, credo abbiamo passato, sull'isola dove le tartarughe vanno a riprodursi, circa un'ora a tentare di salvare delle microbiche e spaurite tartarughine appena nate alla loro prima grande attraversata dalla terraferma al mare, falcidiate dai gabbiani (prima) e dai pesci (poi). Di mille una se ne salva, ma diciamo che noi una botta gliela abbiamo data, levandone una decina dalle grinfie dei pennuti Johnatan Livingstone ma poi ti accorgi che è una lotta impari, che non puoi farci nulla perchè domani senza di te sarà uguale a ieri e che è sempre stato così.
E che non abbiamo il diritto di intrometterci nel corso della natura.

giovedì 7 febbraio 2008

Convergenza

Altri 600 km ed eccoci a Karratha. Che ogni volta che la pronunci o sputi o ti sbavi.

Io avendo la barba ormai lunga, opto sempre per la prima.

Durante il viaggio, abbiamo cercato in tutti i modi di trovarci qualcosa di interessante ma in una città aturistica, nata qualche decina di anni fa come “base umana” alle smodate miniere del Western Australia, immersa in un caldo opprimente tutto l'anno, noi non ci trovavamo veramente un cazzo.

E' che Sneaky aveva bisogno di fare la convergenza.

In realtà Sneaky non ha bisogno di niente che di acqua ne usa meno di un cammello e di olio non parlategliene nemmeno che ne fa una questione personale. Siamo noi i tortelloni, che ci siamo lasciati customizzare da Bob Jane che non è il John Waine col marsupio ma la piu' grande catena di cambio gomme di tutta Australia. Diciamo che è stata scelta plausibilequella di ripiegare su Big Bob, vista la strada che ci attende, ma non è altresì plausibile essere tutti e tre perfettamente in sintonia nell'usare il CGCGCC

Il Coupon Gratuito per il Controllo Gomme a Cinquemila Chilometri. Soprattutto se a priori sai già che qualunque gomma non ha bisogno di nulla fino a diecimila Km. Cosa vuoi, un po' australiano lo diventi e qui l'america è un po' piu' vicina.

Anyway, all'ingresso di Karratha c'è un passaggio a livello. Che al nostro arrivo si chiude. Già lo avevamo visto da lontano arrivare, ma che una volta fermi potevamo apprezzare il lento incedere di un treno merci (anzi merce: ferro) lungo solo 3 km e mezzo e te lì a snocciolare come con un rosario vagone dopo vagone quasi assopito da una litania stridente di cingoli e rotaie, questo no, non lo avevamo immaginato. Tutt'ora posso affermare con certezza che è uno spettacolo commovente. Un po' perchè noi in Italia per associazione di idee pensiamo che le miniere siano quella buca lontana là, in Africa, dove tutti neri color pece (di polvere e di fatto) spiccozzano in allegria stile sette nani, un po' perchè abbiamo tutti nei nostri occhi le vicissitudini del Compagno Rosso Malpelo, con l'accezione che io i pantaloni di fustagno me li tenevo per le grandi occasioni, fatto sta che col cazzo che ognuno di noi sia mai stato minimamente sfiorato dall'idea di andare a lavorare in miniera.

Invece, Karratha, è una giovane città di giovani. Perchè in Australia è “quasi normale” farsi un'esperienza nelle miniere. Che sono tutte diverse a seconda del tipo di estrazione.

Già un po' di storie a Perth le avevamo sentite (grandi camion grandi ruspe grandi stipendi e ora sappiamo anche grandi treni) ma vi assicuro che vederlo coi propri occhi ha dell'incredibile. Perchè ti crollano tutte quelle certezze per associazione d'idee che ti eri fatto. Perchè percepisci dove nasce la nostra cultura, da dove estraggono le nostre forchette, le nostre auto, i nostri gioielli, il nostro gas che tanto ci tiene caldo durante i nostri non troppo freddi inverni. E' il primo passo: prendere. E siamo davvero avidi.

Dalle domande che poniamo qua e là veniamo a sapere che di quei transatlantici lì al porto, circa 500 l'anno vanno in Cina. E che portano 240.000 tonnellate di ferro ciascuno.

Ora uno si domanda: ma in Cina che cazzo se na fanno mai di mmmhhh...diciamo 328.767,12 tonnellate di ferro al giorno? “Costruiscono una città al giorno” ci risponde un altro.

Quando poi hai visto il porto realizzi anche che a caricare una di quelle chiatte lì ci impiegano 30 ore. Come? Con il treno che abbiamo visto!!! E' non è forse stupefacente???

Tutto dedicato. E se vi racconto dei Camion....una ruota è forse alta tre metri ma il resto è così alto che nemmeno ve lo so descrivere.

“eh, a guidare quei camion lì, come me, se non spendi troppo a bere, che poi non puoi che ti fanno i controlli (alcool e droghe), considerando anche che loro provvedono a casa e cibo, ecco, diciamo che in sette mesi uno riesce a risparmiare 50-55.000 dollari.” ci racconta Peter di Sydney. “Non io” conclude “tre mesi e mezzo, giusto il tempo di mettere da parte quel gruzzoletto che ti fa poi vivere con un po' piu' di serenità”.

E man mano che ci guardiamo intorno capiamo che Karratha non è la sola città satellite perchè ce ne sono sparse un po' ovunque nel raggio di 300 km. E man mano che ci guardiamo intorno capiamo che la baia di Karratha, la Burrup Peninsula, è davvero figa. Ci accampiamo per la notte in una spiaggia di sabbia grossolana. Sono conchiglie che coi millenni si sono frantumate. Tutt'intorno scogli/colline di roccia rossa. Dove si dice ci siano piu' di 10.000 graffiti aborigeni. Forse vecchi quanto quelle conchiglie. Si dice ci siano perchè non ce la siamo sentita di avventurarci tra le rocce con un sole che davvero ti spacca la pelle. Dove vivono 3 dei 10 serpenti piu' velenosi al mondo. Te ci andresti in una casa dove non sei stato invitato? Eh scusa, lasciamoli in pace sti rettilucci!

Quindi quasi a lume di candela abbiamo passato il nostro a osservare una ciminiera sputare fiamme alte altissime per 24 ore al giorno. Era giusto lì su una collina, la “miniera” per l'estrazione del Gas.

Passata la notte (e passati anche 3 giorni di permanenza a Karratha davvero belli e intensi) siamo andati dal dottore di Sneaky, il quale ovviamente gli ha dato un'occhiatina e ci ha rasserenati dicendo che le ruote erano perfettamente in salute e che sarebbero rimaste tali per almeno altri 5000 km.

Giusto per il prossimo CMPCGDC

Il Coupon a Metà Prezzo per il Controllo Gomme a Diecimila Chilometri.



Karratha 1


Karratha 2


Karratha 3


Karratha 4


Il treno piu' lungo del mondo


Karrathese

martedì 5 febbraio 2008

L'isola degli sconosciuti (che poi è una penisola)

Chilometro 2200. Exmouth: la città degli Emù ricorda la Lonely...e attraversate le porte della città ecco zampettare a destra e sinistra questi uccelloni di due metri dalle parvenze preistoriche. Parcheggiamo e scendiamo. Un sole assassino ci attacca immediatamente alle spalle e manco il tempo per prendere informazioni sul Ningaloo Marine National Park e siamo già “in acqua”. La nostra intendo. Riempiamo le taniche di acqua potabile e ri-partiamo. Che tra le varie notizie che abbiamo ricavato, nè acqua nè energia elettrica sono disponibili. Giusto...natura.

Percorriamo altri 40 km ed entriamo. Se non sbaglio piu' di un centinaio di km spezzettati da un'infinità di baiette di acqua turchese e scogli appena accennati. Il resto è sabbia rosa. O quasi. Perchè qui, al Ningaloo, c'è la barriera corallina.

Vista la stanchezza e la vastità del luogo chiediamo al Ranger un consiglio il quale ben lieto esclama: Lakeside. E come al solito il Ranger ha sempre ragione. Sette piazzole per sette van. Noi siamo i secondi, oggi.

Parcheggiamo e come bambini per mano saltelliamo verso il mare. Di fronte un'isolotto coperto di pennuti di notevole dimensione, un'isolotto lontano da terra giusto 200 metri. Tutt'intorno un acquario temperato. Decidiamo di sciacquarci un po' le ascelle, giusto un paio di orette e torniamo al Van. Che è ora di testare le docce portatili. Una bomba. Si mangia, si sfumaccia, si burraca e ci si addormenta. Come bambini per mano.

Abbiamo passato una settimana al Ningaloo, sempre nella stessa baia. Un po' da Napoletani con tutto il rispetto. Tendalini, sedie, sdraio e tavolino. Una pacchia. E per una settimana altro non abbiamo fatto che mangiare scatolame, razionare l'acqua, docciarsi il meno possibile per risparmiare l'acqua, vestirsi del solo costume tutto il giorno, nuotare, passeggiare, immergersi a osservare pesci e coralli, svegliarsi presto e correre in spiaggia con la bassa marea ad assistere alle danze di granchi dipinti col pennello, guardare a bocca aperta tartarughe immense mentre pasteggiano o depongono le uova e, nel caso di Mao, nuotare cinque minuti in allegria insieme a uno squalo che passava di là. E devo dire che è stato l'unico colpo ad effetto di una settimana passata a sciaquarsi spesso le ascelle. Sia chiaro, non che sulla terra ferma non ci fosse nulla....sovente il nostro sguardo incrociava quello di canguri, iguane e rettili di varia natura. E percepisci estremamente bene che lì l'ospite sei tu.

In realtà questo è tutto. Diciamo che ci mancava giusto una telecamera e qualche vip arruginito da rilanciare. A voi studio. Simona ci sei? Simonaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaa!!!


Foto 1: Lago mentre dice: "Cazzoooo, come nella Lonely!"

Foto 2: Ningaloo: Lakeside

Foto 3: Ningaloo: Scorcio

Foto 4: Ningaloo: Abitante Tipico