sabato 6 settembre 2008

Metti un giorno che...

Oggi è il primo giorno di vero relax, iniziato di buon'ora (alle sei per il Rag.Lago, alle 7 per la Dott.ssa Dubay), l'orto procede bene, voglia di lanciarsi in lavoretti vari non ce n'è, quindi ci stiamo dedicando all'attività di coppia che meglio ci riesce: il fancazzeggio produttivo.
Come potete immaginare il Lago sta tastierando
a dovere


mentre Eri si sta dilettando col suo nuovo Toy: la macchina da cucire ( AUD 9 e 99)


La porta a vetri del patio è aperta e lascia arrivare a noi una sferzante brezza primaverile che trasporta silenziosamente tutt'intorno a noi sciami di mosche di mezzo etto cadauna con due ali che a un Boeing gli fanno una pippa, oltre che ibernare gli ormai autunnali lombi del Lago medesimo.
Diana da qualchè dì si è spostata un paio di colli più in là, presso un centro benessere, dove si diletta a carpire I segreti della medicina alternativa, oltre che gustarsi una meravigliosa casetta in cima a un altro colle. Centro benessere ove Eri si recerà proprio domani per usufruire del buono regalo di massaggi, sauna, yoga spa ricevuto da LagoDia per il suo compleanno.
Ora tu dirai...”Cazzo!!! Era il compleanno di Eri!!!” ;-)
Compleanno con tanto di party stile countryaussie e falò finale. A casa di Lou.
Piastre del Barbie ben roventi h 24, frigo da giardino per le Birre, megaspeakers sparsi qua e là e tanta tanta “robba” da buttare sul fuoco. Rutti strappatimpani accompagnavano come musica sinfonica le libagioni dei commensali. Ovvero, così dovrebbe...
Ma il nostro è stato piu' un parti se famo na bomba, accendiamo il Barbie verso le 3 e mezza, oh cazzo il gas è finito, prendi la Ute, 20 chilometri, ricarica la bombola, torna alla base e nel frattempo era arrivato Martin, con dei bombolozzi che sembravano testate nucleari (lui si che è aussie);
niente beef, ci si è lanciati sul poshfusionsperimentalnatural, iniziando a preparare di prima mattina

cosciotti di pollo marinati in fiori di rosmarino e pompelmo, agnello alle mille spezie (degni di nota miele, semi di senape, ginger e semi di lavanda) fino ai Kekabbini di macinato lasciato riposare con I profumi per 24 ore. E poi CousCous, insalate varie e un paio di tortine della madonna; Speakers sessantottini (nel senso antichi) gracchiavano buon raggae, timidi ruttini sparsi qua e là sostenevano i bassi nel loro faticoso lavoro ritmato.
Il primo ad apparire è stato Peter, in impeccabile tenuta scout, con la sua cassa di Stubbies da una parte e il regalo per Eri dall'altra. G'Day! Esclama Peter sorridente mentre posiziona le birrozze nell'apposito frigo.

Erika apre il regalo eh....una boccia di vino e uno buono da 20 dollari da Bunnigs!!! Miticoooooo!!!
Lou e le sue nipotine invece, oltre a mille pensierini, le hanno regalato una dream box giapponese, dove ci metti dentro un pensiero scritto e poi la lasci in un posto che per te è energetico, importante. Uau
Infine è venuto il turno del LagoDia, come ben sapete (...)


E mentre le prime portate fluttuavano durante il tragitto tra fuoco e tavolo ecco spuntare tra le lussureggianti fronde Nigel e Bernie. Birre nel frigo e convenevoli poi. Erika apre il loro dono e....un libro su tutte le piante native del Western Australia appoggiato su una scatola di deliziosi cioccolatini! Che signore Nigel. E' il Signore delle Foreste.
Il cibo è infinito e ci si scola un bel po' di liquido giallo per fare spazio a quello in arrivo. Per ore. Fino al tramonto, dove il sole ci ha solo lasciato intravedere quel che di bellissimo è in grado di mostrare. E' ora del Falò, che non è il fuocherello che facevamo noi 25 anni fa con le pigne e rami.
Gli inferi. Con tanto di Martin Caronte, che traghettava tronchi enormi di eucalipto sulle braci incandescenti ogni 5 minuti.
Talmente immenso che lo vedevi dal satellite di Sky. No ma scusate se insisto, ma tipo che se stavi a un metro sentivi la pelle che ti si rattrappiva, tipo che a Fattie, il cane di Lou, ha preso fuoco la coda!


Le ore passavano svelte, tra confidenze, risate, racconti di viaggi e critiche al governo (che se lo comparo ai nostri mi viene da inginocchiarmi), passando poi per un paio di canzoncine intonate dal già Re delle Foreste (e a questo punto anche delle Balere) Mr.Nigel Wood (che non è uno scherzo è il suo cognome), tutto questo fino all'inaspettato squillare di un telefonino, quello di Bernie, chiamata al dovere: andare a far nascere un cavallino!
Poco tempo dopo eravamo a casa, e al primo tiepido sbuffo del camino, io Erika e Diana, ci siamo addormentati romanticamente a terra, ridestati, solo a notte fonda, dai primi sintomi di paralisi localizzata a tutti e quattro gli arti.
Happy Birthday Mate!


Chiacchierellando


Al Barbie


JJ


Vedi quello, gira di là, conosci lì (la strada per il gas)


Arriva la torta! 1


Arriva la torta! 2


La torta è arrivata! 1


La torta è arrivata! 2 E Martin prepara il falò...


Nigello

Attimi di fuoco apparente

MR. BombFire

lunedì 1 settembre 2008

Neighborhood

E' successo che un sabato pomeriggio Lago si era calato nei panni dell'irrequieto-isterico, di quelli quando sbuffi e accavalli le gambe ogni 12 secondi e soffi e ti dimeni finchè qualche anima pia ti accontenta per pura compassione? Erika è risorta dalle ceneri del suo pisolo ululando: “Aaaaaaaaaaaaaaah, andiamo a quel cazzo di Lago!”. Che non sono io, è il Lago. Solo che si chiama Lago e basta, perchè dopo tre anni ancora non si riesce a pronunciarne il nome figurarsi memorizzarne il nome. Quindi lo si è sempre chiamato così: cazzo di Lago. Il cazzo di Lago (ooops!) si trova a circa 15 chilometri da qui, giusto una traversa del nostro stradone. Si attraversa un frondoso bosco di red e white gum e giust'appena nel paese di Chidlow si gira a destra, si passa il macellaio, si scende ancora un po' e si trova l'entrata sulla sinistra. Parchggiamo la Ute all'interno (ora come ve la spiego la Ute, diciamo che la Jeep è a riparare e in cambio usiamo codesta Ute ex di Nigel, una sorta di Fiat 131 con la parte passeggeri mozzata, un sedile unico per due e mezzo (?) e un carretto della grandezza di 3 metri per 2 incollato sulla struttura che I parcheggini ti escono una meraviglia. Bianca ovviamente), parcheggiamo la Ute dicevo e salendo un docile dossetto ecco a noi apparire il Lago, lucente e profondo, bagnato di grigio e ocra. Tutt'attorno una passeggiatina. Che io e la Dubaxys mia (l'altra era parcheggiata generosamente a casa a causa del 2 e mezzo sedile) la si facesse, la passeggiatina, non vi era ombra di dubbio. Eravamo lì per quello, a casa scalciavo un pochettino tipo poppantello per avere il mio primo, super incommesurabile sabato pomeriggio da lavoratore del luogo. Una sorta di capatina a Campo 'de Fiori insomma. Rigorosamente prima del tramonto.

Teneramente mano nella mano ci addentriamo nel bosco, alla scoperta dei fiorellini e degli uccellini che abitano le coste argillose di CazdLag. Un po' ri(m)bambini. Io mi sentivo una sorta di timido personaggino col moccio al naso di non so bene che fiaba, mentre Erika la riconoscevo benissimo, era la bella biancaneve un po' addormentata nel bush, con tanto di muscolaccio avvisamalintenzionati in bella vista. Imperiosa avanzava a saltelli come una farfalletta e di fronte a lei la mela del peccato, pure un po' avvelenata, si incarnava costantemente nel fiorellino, lo colgo o non colgo, quel fiorellino protetto tanto bellino che lo sbatto in vaso e vedi come mi cresce bene tutt'attorno al....si, siamo nel momento della fissa per il Cottage, diciamo da “ringiovanire” un attimino e...quindi...ehm...ma andiamo per ordine. Passo dopo passo le moltitudini di flora esplodevano ai nostri fianchi rilasciando essenze di profumo dolcissimo e costantemente in mutazione al nostro incedere stesso. Non solo una scia, no...

Piccoli lampi di giallo lana e seta, lilla timido candido bianchetto catturavano I nostri occhi e io e la Dub ci osservavamo di sottecchi e appena l'uno scopriva un fiorellino nuovo esclamava l'altro “Ohhh” con gli occhi sgranati e la mano calata sulla bocca, un po' per pudore un po' per timidezza. Per una quattrina di chilometri perchè ovviamente facendo tappa dalle parti chi l'ha guardata la lunghezza del percorso. Quattro chilometri pero' di liete sorpresine profumate, con una palude in bella vista e con amichevole tappa a casa di un uccellozzo di mezzo metro agile come un passero tipo appollaitato su di un ramo, con un collo lungo quanto un mestolo da cucina e con un becco 'sì lungo da potersi spuderzolare il retro in un battibaleno.

Un figurino.

La passeggiata si è conclusa in un'oretta, con una nota riflessiva alle spalle. Quando ne avremo abbastanza dei numerosi ospiti che ci verranno a trovare numerosi così far-away, lì sbatteremo al campeggio del cazzo di Lago, che è proprio un posto supercarino!!!



Erika e il Lago


Erika e i Laghi

Nel boschetto...





Mimosette

Whititudine di fiori

Fiore di carta (notare l'ongula sozza)

Campanelline dell'ammmore

Natura morta

Controlaghetto





Paludine

Xanthorrhoea Preissii e Duhborrhoea Latinensis

L'uccellaccio

martedì 26 agosto 2008

Dai Diamanti non nasce niente...

La vita a Gidge procede tranquilla. O meglio, tutto è tranquillo tranne noi che ci facciamo un bucio di culo tanto. Perchè al nostro arrivo ci siamo accordi di essere in pesante ritardo con la cosa piu' importante di tutte: il veggie-garden.
Quindi, terminate le otto ore canoniche tra una vite da piantare e una erbaccia da estirpare, ci dedichiamo con audacia alla creazione delle preziose aiuole della vita. Andiamo quindi ad analizzare le problematiche.
1) Suolo
Il terreno è di tipo argilloso, fertile assai, de fero durante l'estate. Carpiti I primi suggerimenti abbiamo iniziato la preparazione.
Ripping (rottura delle zolle): il trattorino non parte. Piano due. A mano. Svenimento generale.
Tra le varie cianfrusaglie raccattiamo al quartier generale una lama rotante di Mazinga Z e la adattiamo allo whipper-snipper. Grattuggia che è una favola, ma considerando che non piove da almeno un mese, la lama rotante rota ma non lama. Ovvero, ci vorrebbero anche le braccia, di Mazinga Z.

Peter, un contractor che grazie a dio esiste, geniala l'idea non proprio ortodossa di muovere la terra con le pale del trattorone. Si procede e....magia!
Dopodichè si ripassa di lama rotante e il gioco è fatto. Mazinga 0 - Australopitechi 1
Manuring (Concimazione)
Alla Top-Shed (la casa del carpentiere perfetto) sono state scaricati penso, mmmh..., due milioni e mezzo di tonnellate di letame di gallina. E che mai saranno due carrettate di merda in meno? Nulla, se non ci fosse da almeno un paio di settimane una puzza, sempre di merda a dir poco immane, tutt'attorno al cottage (e dentro, ovviamente).
E come non far menzione dell'altrettanta puzza di merda che aleggia indisturbata su tutto il top della collina dove noi si usa non di rado lavorare? Perchè muovi un centimetro, e la preziosa montagnola di escrementi rilascerà per sempre la sua essenza più profonda. Ma fosse solo quella! Mischiala tu la merdaglia con l'argilla!
E mischia che ti mischia, mischia e mischia ancora, e spacca I blocchi di merda a mano perchè non se ne parla che si mischino con la pala, siamo finalmente arrivati alla fase successiva
2) Fencing ( il recinto anti conigli, canguri e pappagalli praticamente un bunker, con materiale riciclato )
Ora non vi sto a spiegare la progettazione, tanto poi si vede dalle foto.
Il caso ha voluto che quel gran bel fustaccione di Jan (il ragazzo che con Nadine comprò Sneaky il Van a Melburne (!) ) si trovasse a Perth. Il caso poi ha voluto che ci venissero a trovare proprio il week-end previsto per il Fencig. Grazie Jan. Missione compiuta!




3) Planting (semina)
L'approvvigionamento è stato faticoso. Il rivenditore di semi e piantine di una certa grandezza piu' vicino è il mitico Bunnings, a soli 40 Km da casa. Che qui son pochi eh! Considerando però che ci vai dopo il lavoro...anyway, 60 dollarozzi e siamo tornati a casa con ogni bendidio.Da aggiungersi poi le spedizioni nascoste di santa mia mamma che settimanalmente ci imbusta semenza (per fortuna finora la dogana non ne ha fermata una), le quali ci assicurano alcune primizie introvabili quali basilico genovese, prezzemolo gigante e pomodori San Marzano. Da annotare infine l'opera pia di qualche vicino che ci sgancia piantine a volonta. Oggi era la volta di Gavin (ve lo ricordate “al lavoro da Gesù”?) che proprio oggi via Diana ci ha rifornito di carciofi. Bella J!
Studio delle caratteristiche organlettiche dei semi:

Quelli che vanno prima in vaso, quelli che vanno direttamente in terra, quelli che vanno un po' dove cazzo di pare a te. Le spezie a parte, in vaso o in terra?
Metodo applicato: Permacultura all'italoaustraliana. Nel senso, si fa quel che si puo' seguendo senza rigore assoluto I dettami della innovativa tecnica. Ovvero per non sfruttare il terreno si pianta a cazzo. E via di bieta e broccolo a braccetto, e via di pomodoro e basilico per mano pronti sin dalla nascita a fondersi nella passata, fagiolini e fragole a sbracciare e zucchine e insalate a condividere teneramente il proprio giaciglio. Per non parlare dell'origano! E' uno spasso vederlo zampettare tra una fila e l'altra.
Un Picasso della botanica insomma.
Ora non rimane che incrociare le dita. E bagnarlo ogni sera, rigorosamente dopo l'orario di lavoro.



Jan

A spasso con Nadine

sabato 9 agosto 2008

Senza Parole ;)

Il volo da Melbourne a Perth è durato quattro ore. Atterrati nel cuore della notte, abbiamo preso un taxi e siamo andati da Zio. Quattro ore. Ma te ti immagini Roma-Milano 4 ore. Paul (il figlio di Zio) era a casa ad aspettarci, in compagnia delle sue dolci cagnette e di qualche bottiglia di Bundy, il vero Rum Proudly Australiano, una sorta di veleno per topi aromatizzato alla canna da zucchero. Decliniamo delicatamente il brindisi e ci lanciamo sul guanciale. Non ricordo molto bene l'atterraggio, il che suppone che mi sia addormentato in volo. Oltre che sul volo. La sera dopo, in procinto di tuffarci tra le braccia di Morfeo, è arrivato Zio. Capello laccato e giacchetto di pelle nera, ha varcato l'uscio col piglio della prima star, trasportato da un alone da Al Pacino degli Urali. “Ho avuto un buon giorno oggi” ironizza lui danzando sui suoi mocassini anatomici e mentre un ciuffo bianco laterale (in assenza di quelli superiori) gli si incolla al labbro, si impossessa della boccia di Vodka e riprende“ho avuto un buon giorno. Ho vinto una causa e....ho licenziato Nigel. Mmmhh Vodka e Orange per tutti vero?” E senza attendere risposta prepara gli inesorabili bibitozzi. “Ora sarete lassù” prosegue alludendo al quartier generale sulla collina “ e da lì tutto si vede sotto un'altra prospettiva...” Ora, hai presente quando provi quella sensazione che ti stanno facendo un massaggio Ayurveda da un lato e una sorta di affettaggio Sushi dall'altra? Hai presente quando vuoi sorridere ma non riesci ma devi sorridere ma non vuoi, come se volessi saltare di gioia fino ad acchiappare alle stelle e baciarle ripetutamente ma allo stesso tempo senti i piedi legati a dei macigni pesantissimi che ti tengo irreparabilmente a terra? Nigel è un amico e non si puo' esaltare. Anzi, è lutto. Roger è il capo e per noi la sua scelta di accettare la sfida e investire su di noi è allo stesso tempo quello di cui eravamo spaventati e il sogno che allietava le nostre notti piu' dolci. E appunto spaventati dalle mille cose che “Naig” era in grado di fare abbiamo iniziato a porre altrettante mille domande sul come e perchè e sulle perplessità dell'operazione ma come al solito Zio aveva già pianificato tutto. “Non vi preoccupate, non sarà piu' una fattoria in senso vero, prenderemo un indirizzo ben preciso. Un luogo dove la gente possa venire per un giorno a godere delle bellezze della natura e dei suoi prodotti organici. Ma voi lo sapete che io sono considerato un dinosauro? Sono l'ultimo imprenditore della vecchia generazione. Ma non mi fermo. Perchè nella vita cos'è che ti tiene in vita? Che ti da la carica? Imparare. Essere in grado di affrontare la sfida per imparare e rinnovarsi. Non vi preoccupate, impareremo e vinceremo questa sfida. E per di piu' sono sicuro che ci divertiremo un sacco!” Hai capito a Zzio? Ci ha fatto fare la gavetta, ci ha studiati, conosciuti a fondo e poi ci ha proposto qualcosa che non potevamo rifiutare. Perchè semplicemente disegnato su di noi, le nostre aspettative e attitudini. La serata si è poi conclusa a filosofia e shortini e dopo qualche ora spesa a vomitare sparsi tra gli innumerevoli bagni di casa Roger, ci siamo resi conto di aver avuto il nostro primo colloquio di lavoro australe. Con tanto di brindisi australe.

Siamo qui da poco piu' di una settimana.
A Gidge la primavera inizia a farsi strada tra le gelate notturne. Di notte appunto, le stelle lasciano intendere le colline coperte di boschi di eucalipto, e sono 'sì numerose che vorresti innalzarti e coglierle come ciliegie dall'albero della vita. Le giornate sono ancora corte, e la sensazione che provi al sole è quella del divano con la copertina in una stanza fresca. I campi, compresi quelli del fieno, sono ancora di un verde acceso e incorniciati del giallo felpato delle mimose selvatiche in fiore. La fattoria in tutto cio' appare come una dolce fanciulla dormiente, avvolta dalla sua bellezza assoluta e vergine (non me ne vorrà Mao, sappi che l'ho scritta per te). E sonnecchiosa è anche la natura, che mostra solo ora i primi animali far capolino fuori dalle loro tane, non per piacere ma per necessità. I canguri, alba e tramonto, si appostano come un esercito pronto alla ritirata, con guardie alla base e alla fine del branco, due per ogni angolo. Altre sono in seconda battuta, pronte ad avvisare gli altri in caso di pericolo. E nella fuga generale le guardie attendono finchè i compagni non sono al sicuro. I conigli, ancora infreddoliti, scorrazzano non appena un timido rumore arriva a loro. Al cottage i numerosi ragni sono stati delicatamente invitati con sollecitudine a trovar alloggio altrove mentre oggi abbiamo individuato un gigantesco “nido” di processionarie velenose tutt'attorno alla finestra. Erika e Diana hanno accettato la sfida e si sono sbarazzate facilmente dei 16 milioni di bagarozzi che usavano prender la tintarella sul nostro davanzale esposto a sud. Non avendo forse gradito però il piano di sloggio archibugiato dalle fameliche sorelle Dubozzi, le candide bestiole hanno deciso di risalire la china e tentare di riguadagnare lentamente terreno verso quel luogo che loro reclamano ad altavoce come casa. Questo è accaduto alle 11.37 di sabato 9 agosto 2008, quindi non vi preoccupate per la loro sorte, le processionarie sono sicuramente già tornate a casa loro, in questo momento esattamente dietro al mio collo. Noi si vive di vita semplice, stoccando la legna per il camino e progettando il nostro primo veggie-garden. Usualmente ci si diletta a Burraco giusto in fronte alle fiamme del focolare e quando ci si sente ispirati, si va all'incrocio (questa è Gidge) a comprare il Fish & Chips e il giornale degli annunci gratuiti. E a proposito di pesce e patate, Diana ci è andata a lavorare, qualche ora la sera, così per arrotondare e familiarizzare. E così al tramonto prendo la Jeep la porto al negozio, attraversando queste lande pure e desolate. Il lavoro è iniziato a ritmi blandi, necessitando noi di insediarci, acclimatarci e prendere le redini di quel che ignoriamo. E così è nata la Italofarm, dove Erika ha preso elegantemente in mano le cartacce iniziando a riorganizzare l'ufficio e nel meantime potando le viti con Lou, che siamo già in ritardo, mentre il Lago si è lanciato sulla degustazione dei vari olii (da motore) per capire cosa cazzo deve mettere in una sega circolare piuttosto che in un taglia erba. O lavoretti tipo ingrassare gli ingranaggi della pala del trattore e guidare il muletto. Ma come sempre la fortuna ci è vicina e da lunedì ha iniziato a collaborare con noi SuperPeterAussieDoc, un bigoldfellow che ha una casa a Perth ma che ha dato in affitto e vive in una Roulotte 40 km ancor piu' nell'entroterra di Gidge. “That's life!” esclama lui parlandone. E' qui per costruire la staccioanta ma con gli oli se la canta e se la beve come dio comanda. E via di ingrassature, spostamenti e cambio filtri! (lui, io apprendo). Ho pure guidato il Sig.Bedford, il nostro macilento camion degli anni 20. O meglio, mi ci sono seduto dentro e Peter col supertrattorone mi ha trainato fino al Top, mentre io mi rollavo una sigaretta con una mano e davo una botta di sterzo con l'altra. Cosa vuoi, è vecchierello e ha il cambio rotto, l'abbiamo riportato a casetta così Peter gli ha smontato il cambio e poi lo porterò ad aggiustare. L'altra mattina, dominato da uno spirito a me sconosciuto, la dinamicità, mi sono alzato di scatto dal letto, ho messo il berrettone e con la Jeep mi sono lanciato alla conquista della collina per osservare il sole innalzarsi a Dio fendendo i vapori rilasciati dai laghetti sparsi qua e là nella valle. Il vigneto imperava dinnanzi a me, ricordandomi l'impegno, ma osservando bene, potevo dar forma alla nostra cara casetta, quella appoggiata al grande Lemon Gum in accenno di fioritura, e immaginare Erika, capello arruffato e sguardo cinese, intraprendere il suo lento ma inesorabile viaggio verso la conquista della più che mai preziosa macchinetta del caffè.


Albeggiando in solitaria 1

Albeggiando in solitaria 2

Albeggiando in compagnia 3

lunedì 28 luglio 2008

Fili Conduttori

Melbourne, again. Iniziare da dove si è terminato, così, per non perdere nessun attimo.
E per magia ecco spuntare uno dopo uno tutti gli amici che in questi anni australopitechi ci hanno accompagnato. Tutti o quasi. E chi non c'è c'è uguale, attraverso nuovi compagni, nuove esperienze. Perchè a Melbourne ci sei sempre. Anche se non ci sei.
The place to Be, intonano le targhe del Victoria. Il posto dove essere te stesso.
Doesn't matter how, I don't care. Che sarà?
Tre carte di fronte a te, scegline una e sarai quel che sarà.
E così siamo finiti a Kew, un quartiere far away in una casa scentemente idilliaca.
Enormi e luminose camere da letto, sorrette da una moquette di un tepido rosso del carmiglio, e avvolte da una sottile natura botanica.
Perchè Ben, il coinquilino di Yuvi, è un giardiniere. Ma di quelli che inventano e creano I bellissimi giardini di Melbourne.
Ben è giapponese. O meglio è australiano. Ma è giapponese. Nel senso, è bianco, con sguardo caucasico e uno sbuffo di riccio bruno che ogni tanto si fa strada tra I suoi sublimi pensieri giapponesi.
Diciamo che è una sorta di giapponese che è emigrato in Australia prima che fosse concepito. Non attraverso I genitori, australiani da 7 generazioni, bensì dalla vita. Solo che gli faceva piu' comodo nascere australiano.
Sguardo basso e fiero, voce al miele, mai invadente, sottile ma profonda, il nostro samurai delle High-way scandisce il tempo seguendo il suo respiro. Protetto dalle sue soffici ed eleganti movenze.
Eccoli là, tutti subito....no, non è gay.
E' solo giapponese.
Fidanzato a una giapponese. Che ora è in Giappone.
E quali migliori onori di casa da Ben se non cucinare per noi qualcosa per lui di tradizionale, ovvero una bella Miso Soup? No aspetta. Mica quella cagata che ti danno al ristorante Jappa che sa di calzino overused con qualche scorreggia di verdura che galleggia qua e la. Qui si parla di cose serie.
Preparazione al tavolo su apposito fornelletto, miriadi di verdure ovunque a tua disposizione per la cottura, eleganti salse e bramosi pezzetti di porco sparsi qua e là. Per non parlare dell'entree!!! Involtini di polipo giapponese (?!?) al profumo di alga e scaglie di pesce secco on top. Che bello Kyoto in Melbourne. Una sorta di Jappalia. O Austrone, qual si voglia. Anyway. The place to be.
E Ben è giapponese quanto gli pare ed è bello come il sole. Ed è così bello che il giorno dopo il mio compleanno, dopo due giorni che non ci vedevamo, si è presentato a me con una bottiglia di spumante sussurando....beh...buon compleanno allora!
Ma poi vuoi mettere che culo per noi, che in un colpo ti fai due amici, uno australiano l'altro giapponese e li incontri tutti e due contemporaneamente?


Zen (ops Ben) e l'arte della Miso Soup


Ah Jah!

Tra futuro e passato. Ora Testar Gr, quella che noi semplicemente chiamiamo Casa.
Calfield, Hebrewstyle, si presenta sempre uguale, elegante e sbarazzina, vibrante ma mai rumorosa, come quella effervescente ma elegante ragazza facoltosa che fa tesoro dell'eredità e avanza per intelletto e qualità, e mai per uso e abuso.
A Testar Gr, davanti al fuoco, all'improvviso appare un Supereroe, sai proprio quello che in gioventù avresti sempre voluto incontrare, tutto avvolto nella sua tutina superaderente vista pacco di quel candido azzurrino Mixrosoft Vista, quello buono e senza macchia alcuna, quello che avresti sempre e voluto a proteggerti quando impaurito e indifeso ti riparavi sotto la gigantesca scrivania di papà?
Proprio lui
Ta-taaaaaaaaaaaaaan!

SSSuperDudù

Solo che Dudù ha un casco in mano, mi viene incontro e mi fa, sai I tempi non sono piu' quelli, qualcosa dovevo pur fare e ho aperto sto business qui, DuduLand Deliveries, cioè io ho la moto, mi chiamano, mi chiedono di portargli birre e sigarette, ogni tanto del cibo e io 8 $ gli porto tutto.
Ridestandomi di scatto dal mio torpore under-desk, mi sveglio e penso “è un'allucinazione”.
Ma il pensiero ahimè era piu' lento delle parole, giacchè mi son trovato a domandargli cose. All'allucinazione dico.
Guardandolo bene, la microtutina vista-pacco azzurro-Vista ce l'ha, in piu' vedo che mi sta rispondendo con criterio, quindi forse, finalmente avevo trovato il mio incommensurabile Supereroe di tutta un'infanzia!!!!
Si, è lui il mio supereroe.
Dudù di Israele
Che viene in Australia e per avere il visto si apre la sua aziendina (la sua moto) e si mette a lavorare inventandosi il business per autosponsorizzarsi. Che Grande! (come direbbe il Vecchio Sparo)


Dudu, suona il tuo telefono!”

Si, pronto? Che marca? Certo, 12 giusto? Bene, ci vediamo in quindici minuti."
"Ciao Ragazzi scappo, eh lo so, qualche pecca ci doveva essere, e qui quando ti chiamano ti chiamano. Ciao!!!!”



Yuvi

Kush



Rubrica: Pensieri a Perdere
L'altro giorno mi è capitato di trovarmi alla fermata del tram verso le 21. Accanto a me due ragazzini che mi ricordavano I momenti “caldi” dell'adolescenza, quelli in cui se fumi sei qualcuno e se fumi marlboro lo sei ancor di piu', che educatamente fervidi salivano sul tram, facevano il biglietto e salutavano due coetanei. Dopo qualche fermata un brusio di sottofondo si faceva strada tra I colli delle persone e girandomi mi sono accorto degli 8-10 ragazzini che si salutavano e parlavano. E di stop in stop ne salivano altri, tutti amici, tutti della stessa compagnia. Per poi scendere tutti insieme e andare a divertirsi.
Pensando a me, a noi, alla nostra adolescenza, mi è venuto da dire....oh, ragà, ma quanto siamo vecchi?????



Melbourne's Landscape