sabato 9 agosto 2008

Senza Parole ;)

Il volo da Melbourne a Perth è durato quattro ore. Atterrati nel cuore della notte, abbiamo preso un taxi e siamo andati da Zio. Quattro ore. Ma te ti immagini Roma-Milano 4 ore. Paul (il figlio di Zio) era a casa ad aspettarci, in compagnia delle sue dolci cagnette e di qualche bottiglia di Bundy, il vero Rum Proudly Australiano, una sorta di veleno per topi aromatizzato alla canna da zucchero. Decliniamo delicatamente il brindisi e ci lanciamo sul guanciale. Non ricordo molto bene l'atterraggio, il che suppone che mi sia addormentato in volo. Oltre che sul volo. La sera dopo, in procinto di tuffarci tra le braccia di Morfeo, è arrivato Zio. Capello laccato e giacchetto di pelle nera, ha varcato l'uscio col piglio della prima star, trasportato da un alone da Al Pacino degli Urali. “Ho avuto un buon giorno oggi” ironizza lui danzando sui suoi mocassini anatomici e mentre un ciuffo bianco laterale (in assenza di quelli superiori) gli si incolla al labbro, si impossessa della boccia di Vodka e riprende“ho avuto un buon giorno. Ho vinto una causa e....ho licenziato Nigel. Mmmhh Vodka e Orange per tutti vero?” E senza attendere risposta prepara gli inesorabili bibitozzi. “Ora sarete lassù” prosegue alludendo al quartier generale sulla collina “ e da lì tutto si vede sotto un'altra prospettiva...” Ora, hai presente quando provi quella sensazione che ti stanno facendo un massaggio Ayurveda da un lato e una sorta di affettaggio Sushi dall'altra? Hai presente quando vuoi sorridere ma non riesci ma devi sorridere ma non vuoi, come se volessi saltare di gioia fino ad acchiappare alle stelle e baciarle ripetutamente ma allo stesso tempo senti i piedi legati a dei macigni pesantissimi che ti tengo irreparabilmente a terra? Nigel è un amico e non si puo' esaltare. Anzi, è lutto. Roger è il capo e per noi la sua scelta di accettare la sfida e investire su di noi è allo stesso tempo quello di cui eravamo spaventati e il sogno che allietava le nostre notti piu' dolci. E appunto spaventati dalle mille cose che “Naig” era in grado di fare abbiamo iniziato a porre altrettante mille domande sul come e perchè e sulle perplessità dell'operazione ma come al solito Zio aveva già pianificato tutto. “Non vi preoccupate, non sarà piu' una fattoria in senso vero, prenderemo un indirizzo ben preciso. Un luogo dove la gente possa venire per un giorno a godere delle bellezze della natura e dei suoi prodotti organici. Ma voi lo sapete che io sono considerato un dinosauro? Sono l'ultimo imprenditore della vecchia generazione. Ma non mi fermo. Perchè nella vita cos'è che ti tiene in vita? Che ti da la carica? Imparare. Essere in grado di affrontare la sfida per imparare e rinnovarsi. Non vi preoccupate, impareremo e vinceremo questa sfida. E per di piu' sono sicuro che ci divertiremo un sacco!” Hai capito a Zzio? Ci ha fatto fare la gavetta, ci ha studiati, conosciuti a fondo e poi ci ha proposto qualcosa che non potevamo rifiutare. Perchè semplicemente disegnato su di noi, le nostre aspettative e attitudini. La serata si è poi conclusa a filosofia e shortini e dopo qualche ora spesa a vomitare sparsi tra gli innumerevoli bagni di casa Roger, ci siamo resi conto di aver avuto il nostro primo colloquio di lavoro australe. Con tanto di brindisi australe.

Siamo qui da poco piu' di una settimana.
A Gidge la primavera inizia a farsi strada tra le gelate notturne. Di notte appunto, le stelle lasciano intendere le colline coperte di boschi di eucalipto, e sono 'sì numerose che vorresti innalzarti e coglierle come ciliegie dall'albero della vita. Le giornate sono ancora corte, e la sensazione che provi al sole è quella del divano con la copertina in una stanza fresca. I campi, compresi quelli del fieno, sono ancora di un verde acceso e incorniciati del giallo felpato delle mimose selvatiche in fiore. La fattoria in tutto cio' appare come una dolce fanciulla dormiente, avvolta dalla sua bellezza assoluta e vergine (non me ne vorrà Mao, sappi che l'ho scritta per te). E sonnecchiosa è anche la natura, che mostra solo ora i primi animali far capolino fuori dalle loro tane, non per piacere ma per necessità. I canguri, alba e tramonto, si appostano come un esercito pronto alla ritirata, con guardie alla base e alla fine del branco, due per ogni angolo. Altre sono in seconda battuta, pronte ad avvisare gli altri in caso di pericolo. E nella fuga generale le guardie attendono finchè i compagni non sono al sicuro. I conigli, ancora infreddoliti, scorrazzano non appena un timido rumore arriva a loro. Al cottage i numerosi ragni sono stati delicatamente invitati con sollecitudine a trovar alloggio altrove mentre oggi abbiamo individuato un gigantesco “nido” di processionarie velenose tutt'attorno alla finestra. Erika e Diana hanno accettato la sfida e si sono sbarazzate facilmente dei 16 milioni di bagarozzi che usavano prender la tintarella sul nostro davanzale esposto a sud. Non avendo forse gradito però il piano di sloggio archibugiato dalle fameliche sorelle Dubozzi, le candide bestiole hanno deciso di risalire la china e tentare di riguadagnare lentamente terreno verso quel luogo che loro reclamano ad altavoce come casa. Questo è accaduto alle 11.37 di sabato 9 agosto 2008, quindi non vi preoccupate per la loro sorte, le processionarie sono sicuramente già tornate a casa loro, in questo momento esattamente dietro al mio collo. Noi si vive di vita semplice, stoccando la legna per il camino e progettando il nostro primo veggie-garden. Usualmente ci si diletta a Burraco giusto in fronte alle fiamme del focolare e quando ci si sente ispirati, si va all'incrocio (questa è Gidge) a comprare il Fish & Chips e il giornale degli annunci gratuiti. E a proposito di pesce e patate, Diana ci è andata a lavorare, qualche ora la sera, così per arrotondare e familiarizzare. E così al tramonto prendo la Jeep la porto al negozio, attraversando queste lande pure e desolate. Il lavoro è iniziato a ritmi blandi, necessitando noi di insediarci, acclimatarci e prendere le redini di quel che ignoriamo. E così è nata la Italofarm, dove Erika ha preso elegantemente in mano le cartacce iniziando a riorganizzare l'ufficio e nel meantime potando le viti con Lou, che siamo già in ritardo, mentre il Lago si è lanciato sulla degustazione dei vari olii (da motore) per capire cosa cazzo deve mettere in una sega circolare piuttosto che in un taglia erba. O lavoretti tipo ingrassare gli ingranaggi della pala del trattore e guidare il muletto. Ma come sempre la fortuna ci è vicina e da lunedì ha iniziato a collaborare con noi SuperPeterAussieDoc, un bigoldfellow che ha una casa a Perth ma che ha dato in affitto e vive in una Roulotte 40 km ancor piu' nell'entroterra di Gidge. “That's life!” esclama lui parlandone. E' qui per costruire la staccioanta ma con gli oli se la canta e se la beve come dio comanda. E via di ingrassature, spostamenti e cambio filtri! (lui, io apprendo). Ho pure guidato il Sig.Bedford, il nostro macilento camion degli anni 20. O meglio, mi ci sono seduto dentro e Peter col supertrattorone mi ha trainato fino al Top, mentre io mi rollavo una sigaretta con una mano e davo una botta di sterzo con l'altra. Cosa vuoi, è vecchierello e ha il cambio rotto, l'abbiamo riportato a casetta così Peter gli ha smontato il cambio e poi lo porterò ad aggiustare. L'altra mattina, dominato da uno spirito a me sconosciuto, la dinamicità, mi sono alzato di scatto dal letto, ho messo il berrettone e con la Jeep mi sono lanciato alla conquista della collina per osservare il sole innalzarsi a Dio fendendo i vapori rilasciati dai laghetti sparsi qua e là nella valle. Il vigneto imperava dinnanzi a me, ricordandomi l'impegno, ma osservando bene, potevo dar forma alla nostra cara casetta, quella appoggiata al grande Lemon Gum in accenno di fioritura, e immaginare Erika, capello arruffato e sguardo cinese, intraprendere il suo lento ma inesorabile viaggio verso la conquista della più che mai preziosa macchinetta del caffè.


Albeggiando in solitaria 1

Albeggiando in solitaria 2

Albeggiando in compagnia 3

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