domenica 23 dicembre 2007

Al lavoro da Gesù (scuse in anticipo per le lungaggini)

Qualche giorno fa

Mao: Oh Andrea, mi ha chiamato uno, un certo “Ghevin”, per un lavoro. Parlava talmente stretto che non ho manco capito dove abita. Ti va di venire con me a dare un'occhiata?
Si dai, che c'ho voglia di fare un giro.

Appena arrivati Gavin ci mostra dei pulcini appena nati. - Li metto nell'incubatrice, sono troppo piccoli – esordisce. - Venite, vi faccio vedere il lavoro.
Attraversando il cortile, rimaniamo sconcertati dalla sua casa. Ci mostra una piscina sozza e microbica con un liana appesa – Per i bambini – fa. Andando avanti, un cimitero di macchine. Forse 7, forse 10. Tutti cadaveri. Sarà un meccanico? Penso. Andiamo avanti, odore di abbandono, pezzi di una linea di movimentazione nel giardino. Sarà un metalmeccanico? Attraversiamo un vialetto non finito dove noto una costruzione strana, esagonale, dalla quale esce un ragazzetto che sembrava un nano coi capelli stile Jackson Five, che imbraccia una motoretta die quelle piccole ma potenti e sfreccia a tutta velocità davanti a noi
Ancora stordito dalla visione arriviamo al luogo di lavoro.
Questo è il mio frutteto, gli uccelli si sono mangiati tutto. La rete che lo copre è bucata. Bisogna chiuderli. I buchi intendo.
Io e Mao ci guardiamo...contiamo gli alberi, 8. 8 alberi nani.Guardiamo la rete. Un colabrodo, milioni di buchi sospesi a 5 metri d'altezza. Ci guardiamo di nuovo e iniziano le tipiche battutine a denti stretti. Tipo “ A Gavin, ma una rete nuova no? Gavin Gavin, ma coi soldi che dai a me, lo sai quanti chili di frutta ti ci compri?
bene, Mat, quando vieni?
Terrore –– buchi - 5 mt. D'altezza – cimitero per macchine - Nani boccoluti che sfrecciano in nane motociclette - La casa degli spettri
Mah, vediamo, forse lunedì, forse martedì, ti faccio sapere.
Torniamo all'ingresso e Gavin fa: Ma le avete le galline lì alla farm dove siete voi?
Cazzo di domanda è? - No, però c'abbiamo qualche mucca – rispondo ironico.
Tieni allora, prendi queste uova, sono very tasty.
Imbarazzo
Le vuoi un po' di patate?
No Gavin no, grazie, le uova bastano e avanzano
(Sensi di colpa sparsi)

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Ciao Gavin, sono Andrea, Matteo non puo' venire, se ti va...vengo io.. - si ok, ci vediamo venerdì.- E chiude. Perplesso ripenso al lavoro da fare. Ma si, sti cazzi, ci ha pure regalato 12 uova...

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Venerdì

Arrivato alla casa di Gavin, non c'è nessuno. Attraverso il viale dei cadaveri a quattro ruote, raccolgo la scala e i cazzettini per chiudere i buchi e mi soffermo davanti alla costruzione esagonale. Ha una cupola, l'altro giorno non l'avevo notata. Mah, forse sono ebrei...ma a ripensarci mi sembrava piu' una di quelle chiese Armene, quelle senza finestre, solo che questa era piena di finestre, celate da tende spesse di colore blu. Appeso alla porta, un poster di due aerei che volano. E riguardando la cupola vedo che sulla punta c'è uno di quegli indicatori nordsudovestest. Nessun candelabro, nessuna croce. Mah, forse non è un cazzo, mi dico. Magari una sala giochi per i bambini.
Ancora scosso dalla “bomba della buona notte”, salgo sulla scala e sento le vertigini aggrapparsi avidamente alle mie caviglie, fino ad arrivarmi al cervello. Mi sento tutto uno shaker. Faccio finta di niente, fischietto qualcosa e attacco a lavorare. Cerco di trovarmi mille scuse per prendere e fuggire, ma tutto sommato la giornata era piacevole, c'era un silenzio incantato, interrotto solo da qualche pappagallo che reclamava il suo biglietto d'ingresso al frutteto piu' piccolo del mondo, un frutteto iracheno insomma, una dolce brezza cullava quei noiosi ciuffetti della ricrescita (quella esile ricrescita nel grande altipiano degli scalpi) che di solito ti tormentano fino a portarti alla flagellazione grattesca. Lassù, con lo sguardo a cinque metri d'altitudine, vedi il mondo sotto un'altra luce.
A un certo punto sento ciabattare nervosamente, mi giro, o meglio giro il collo tipo faro e vedo Gavin tutto arruffato arrivare con una tazza di caffè fumante. Vestito di un sol pigiamino blu.
Oh òndreo, sei qui, stavo dormendo, mi sveglio e torno. Vuoi un caffè?
No grazie, non c'è problema.
Appena si gira riprendo e le vertigini pure. Mamma mia quanto me ne sono pentito! A un caffè non bisogna mai dire di no, nemmeno a quello istantaneo.
Scendo salgo, salgo scendo, salgo, scendo, mi giro, quasi attratto da qualcosa, alzo lo sguardo e incrocio quello di....Gesù, nella cripta dalle tende blu. O Santa Vergine Maria e che cazzo ci fa lì? (O meglio, qui, visto che è piu' rilevante il “qui in Australia” che il “lì nella cripta”).
Strabuzzo gli occhi, strizzo e riapro. Gesù davvero! O meglio una gigantografia da 1,5 mt di Gesù retroilluminata stile ristorante cinese mi stava fissando dritto nelle palle degli occhi. Madonna che ansia...guarda che lavoro eh!
A questo punto però, bisogna quagliare un attimo. Sono a casa di un uomo che ha un cimitero di macchine al posto delle begonie, che ha messo una liana sulla piscina che se mi vedesse mia madre tuttora lanciarmici si strapperebbe le viscere dalla paura che mi spappoli sul bordo, un uomo che mi da 15 dollari l'ora per tappare i buchi di una rete che al termine lavori varrà almeno 65.000 dollari. E che perdipiù ha una cripta in casa con una gigantografia del Salvatore personalizzata. Non faccio in tempo a quagliare, che l'uomo stesso mi si presenta di fronte, pantalone nero e camicia bianca. Ho capito!!! ti ho beccato! te di mestiere fai il pastore Gavin! Di quelli tipo americano, sai, che si possono sposare.
Io ora vado a lavorare, eccoti i soldi. Fai solo i buchi piu' facili, quelli piu' in alto poi me li faccio io domenica.
Così? In anticipo? Ma sono pure di piu'!
It's all right òndreo. Ci vediamo

Si gira, prende due copertoni, li carica in macchina e se ne va. Il pastore meccanico.
Ora, se provo a traslare la situazione in Italia, mi vedo col “Datore di Lavoro”, tale Gavino Gesuiti, che prende un giorno di ferie apposta, che si siede di fronte a guardarmi lavorare, così per vedere se son svelto, e che mi manda a chiudere i buchi piu' difficili, ovviamente per 5 euro l'ora prima delle tasse, e che mi dice, no così no, non mi piace, rifallo. Senti lì, usa i cazzettini bianchi, così si confondono meglio con la natura. Oh mi raccomando, una pausa sola.
Invece mi trovo a casa di uno che mi crede. Che mi paga bene. Che mi paga prima. Che mi lascia casa sua aperta. Con sua moglie dentro e pure i bambini. Che se penso ancora all'italiana, chi lo dice che io non sia un violentatore? Uno che gli ruba tutto? E se gli portassi via i bambini? Alla fine chi cazzo sono io? Un amico di un tizio italiano, del quale ha trovato un bigliettino “cercasi lavoro” appeso alla bacheca di Gidgegannup, lì, in Culonia State.
Invece sono un bravo ragazzo, come tutti, come tutti quelli che si trovano in una situazione come questa, dove sei rispettato come essere umano, e lavoro sodo, per finire prima possibile. E se non ce la faccio ci ritorno, pure senza compenso (non esageriamo).
Perchè qui in Australia quando lavori a casa di qualcuno è sempre un po' come se lavorassi a casa tua. Quelle son le chiavi, usa pure la mia moto. Il codice dell'allarme è 19**
che mica è la prima volta questa! Si, ci torno senz'altro.
Riprendo a lavorare con tenacia finchè non sento una musica hip hop ad alto volume librare nell'aria. Mi volto. Viene dalla casa del Signore...ehm...Gesù...si, insomma la cripta! Dalla quale esce un Cristone di ragazzo a petto nudo col capello rasato e un tatuaggio ben visibile sulla schiena che dice “West Side” (vaga allusione), entra nel cimitero delle macchine, ne accende una (sorella di una Opel Rekord del '77) e inizia a sgommare come un assatanato tutto intorno alla casa, che saranno 800 mt., sfrecciandomi davanti, 4-5-10 volte, allietandomi con la dolce musica delle derrapate e con la soffice carezza scrub della polvere che alzava. Alla decima appunto, parcheggia alla bell'è meglio, spegne il motore e semplicemente “per miracolo” scompare.
Io? Basito.
Fanculo, ci torno e basta!

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Qualche ora fa

Oggi sono tornato da Gavin, erano le otto quando sono arrivato. Dormivano tutti. Ho fatto in silenzio, per non svegliarli. Ho iniziato a lavorare. Dopo un'oretta eccolo ciabattare tutto sconvolto da una notte passeggera.
Ah sei arrivato, pensavo mi avrebbero svegliato i cani, invece...ora mi cambio e ti vengo ad aiutare
Pure! Ma goditela sta domenica!
Lavoriamo sodo, altre tre ore, finchè non abbiamo terminato. Che oggi mi sento orgoglioso, per non aver provato piu' di un paio di vertigini e di essermi lanciato lassù, a quota 2,5 mt, con tutti e due i piedi sulla piattella piu' alta della scala e le mani a far da bilancia. Scendiamo dalle rispettive scale, io dalla mia superlusso high-tech in puro alluminio, Lui da due scale arrugginite alte 4 mt sopra le quali avevamo appoggiato una tavola di legno mezza marcia. Lui no non si sentiva orgoglioso di aver camminato su quella tavola appoggiata su due scale arrugginite traballanti alte 4 mt. Lui non si sentiva di aver fatto nulla di speciale.
Andiamo verso casa, qualche abbozzo di sorriso, saluto il cimitero delle auto, mi offre da bere (accetto) mi offre un bagno in piscina (declino) mi paga (di piu') e ci salutiamo così, con un timido buon natale e una stretta di mano che suonano tanto di addio, proprio lì, nella casa di dio.

1 commento:

Palu ha detto...

La domenica alle 20.00 ora roma è diventato un rito leggere le novità dall'altra parte dell'emisfero.
io che posso dirvi se non augurarvi il meglio per questo natale e un buon inizio 2008 che sarà il miglior anno per tutti.

Vi voglio bene

L.