Pillola 1 – PreParty
Dopo tre mesi nel nulla a lavorare come un Cavron, l'unica cosa che fai, nel nostro caso, è aspettare che arrivi presto il Party di Primavera, anche detto Spring in Gidgie, che si tiene qui nella proprietà di Roger ogni anno. Centocinquanta invitati con ogni bendidio. Ora, voi immaginerete la solita festa all'italiana, magari all'italiana antica visto il tipo di italiani che vivono qui, con qualche O sole mio, pasta al forno e complessino da Balera romagnola, na na na...qui siamo in Australia! Grandi spazi, animali e conoscendo l'attitudine grandi taniche di alcolici...ma la cosa curiosa è la comunanza tra il countryside Australe e quello yankee. Vengo ai fatti.
Alle ore otto, dopo una tazza di caffè chicco d'oro, preparato come ogni mattina doppio nella nostra caffettiera del 1977 (la rivoluzionaria...) perfettamente funzionante e ancor meglio ora che Mao ci ha portato la guarnizione dall'Italia, alle otto quindi, era già un'ora che dalla finestra osservavamo Roger correre come un pazzo per sistemare le ultime cose e, da lavoratori a cottimo al sabato mattina ancora pisto dalla sera prima, non avevamo ancora mosso nemmeno un'unghia. Presi da una botta di compassione verso un uomo che ci sta per offrire un buffet da 100 dollari e alcol q.b. (nel senso, bevi pure tutto quel che il tuo stomaco è capace di contenere), sempre quello stesso uomo che ci sta ospitando gratuitamente in un cottage da 100 mq in un terreno (che alle 16.30 diventa tuo) di 280 ettari, e che ti ha pure lasciato una Land Cruiser da usare per le necessità, decidiamo di muovere il culo e guadagnarci la nostra pagnotta quotidiana. Erika si dirige a sistemare la capanna della lavanda, io e Mao andiamo da Roger e, arrivati sul prato, chiediamo il da farsi e lui indica tre poltrone da portare nello spot della festa. Ci giriamo, io e Mao, e rimpiangiamo immediatamente quel momento di compassione, anzi lo malediciamo ripetutamente, che quelle tre panche altro non sono che il retro di tre carri per buoi con tanto di ruote in legno, in puro massello, da 100-120 chili l'una. Grazie a dio bisogna solo caricarle su un carro. Alla prima botta Mao barcolla e io per poco non vomito. Alla seconda, con un paio di grattate che nessuno saprà mai esserci, gliela facciamo. Dimenticavo, il carro è attaccato al Quad, quindi io e Mao teniamo la panca uno per lato e Roger guida. A un certo punto Roger accelera impercettibilmente per chi se la gode sulla moto, ma che ci fa correre a bestia a me e Mao, e accelera ancora un po' il Roger, e io e Mao, otto e quindici del mattino, ancora pisti, iniziamo a sudare copiosamente con crampi in ogni dove e scricchiolii di ossa. Mai domo sempre il Roger ci da un'altra bottarella, e sto giro ci girano i coglioni a morte, ma vista la posta in palio nessuno fiata anzi “accelera piu' di Roger”, quasi a mostrargli, “hai visto eh, quanto ce lo siamo guadagnati!”
Idem per la seconda panca, come per la terza.
Ora rimangono i tavoli (leggeri phiu!). Roger parcheggia la moto e mentre sta per spegnere il motore avvertiamo un rumore sordo tipo valanga di neve, nessuno ci capisce una mazza finchè non ti vedi un eucalpto di 25 metri prendere la rincorsa e decidere di suicidarsi proprio mentre te sei sotto di lui.
BBBBBBBBBAAAAAAAAAAAAAAAAAANG!
Manco il tempo di muovere il labbro inferiore che questo gigante profumato si schianta contro Roger il quale si trova un mega ramo a 15 cm dalla gamba sinistra, un tronco della madonna a 10 cm dalla destra e un ramoscello a schiaffeggiargli dolcemente l'aureola pelata (ovviamente coperta con un cappellino, c'è chi dice per i raggi solari...)
INCOLUMI
Mao, cinereo, che sprofonda nel terreno fino alle ginocchia, io che tolgo il cuore dalla bocca e me lo rificco giu' giu' dandogli una botta di 240 per rianimarloe Roger, che si gira e fa: “ dai ragazzi, che siamo in ritardo!”
BASITI.
Terminiamo di spostare la mobilia varia
TUMEFATTI
Erika e Mao si dirigono verso la doccia, io malauguratamente mi giro e chiedo: “Roger, altro? “
“Mhhh si, vammi a prendere la sega a catena che lo tagliamo”
Ora, vabbè che mio padre mi ha insegnato la dedizione al lavoro, ma cazzo a un'ora da un party ti puoi mettere a segare un albero???
Anyway, vai a prendere la sega (1,5 km in salita – moto) torna con la sega (1,5 km), lui accetta a velocità, io carico l'ira di dio sul carretto della moto e vado su a scaricare ( 3 volte – andata e ritorno km 9) vai di rastrello ed ecco qua i primi ospiti e Mao e Erika belli puliti con la bomba in mano esclamare “oh ma dove sei finito?”
Bestemmie copiose, doccia, party. Anzi, bomba, party
Pillola 2 – Party time
Eravamo rimasti al gusto Country. Ebbene, targhetta identificativa sulla maglia, castello gonfiabile per bambini, recinto con degli animali che non incontrerai mai piu' in tutta la vita, Face panting, complessino country e, porca troia, il toro meccanico. Mentre funesti presagi aleggiavano in me, tempo di arrivare al banco delle bibite e dopo 20-25 minuti eravamo completamente sbronzi.
Erano le 11.56
Del party posso riportare solo alcuni ricordi passeggeri, tipo di aver giocato a lanciarsi il pallone con due dodicenni, tipo un fantasmagorico torneo di bocce Italia-Australia (vergognosamente sconfitti), tipo Mao che si faceva un tatuaggio Maori (lavabile) su metà faccia,
Mao-ri (ciocco e tumefatto dai mosquitos)
tipo Lou che dorme a terra, tipo Nigel che va via prima perchè gli hanno rubato a casa (pensavo di essermelo sognato, purtroppo era vero e, tipo, che abbiamo fatto la gara sul Bull.
Il maledetto toro meccanico.
Parte Nigel tempo della madonna, poi Jon, Mao, Lou, Paul, Erika, altri, e....e poi tutti si girano verso di me. Gigioneggio un pelo, cerco di smarcarmi ma non c'è niente da fare.
A me il cornuto.
In realtà, una volta montato, ho trovato una certa dimestichezza del cavalcarlo, forse acquisita in qualche vita precendente, visto che l'ultima volta che ho montato un animale era un Pony all'Oktober Fest del 78, quando nonostante piangessi veramente (una rarità per un bambino) sono stato letteralmente sbattuto su da mio padre. E questa dimestichezza aumentava di attimo in attimo stupendo tutti e anche me, finchè poi, barcollando copiosamente, inizio a escogitare un trucchetto, che di perdere non se ne parla. Mi avvinghio con il piede sinistro a un corno e ragazzi, sto sul quel cazzo di toro per ben due minuti e 26 secondi. Primo!!!!
Cazzo ho vinto!!!
Erika in caduta libera
Tornando ai momenti della festa, ricordo grandi chiacchiere tutte uguali tipo da quanto tempo sei qui, quanto rimani, ti piace (tipo quando sei piccolo “vuoi bene piu' a papà o mamma?”) e verso le 4 del mattino (ovvero pensavo lo fossero visto che il party era già a fuoco e chiacchiere, in realtà erano le 9.37 ) appizzo l'orecchio e sento il tormentone numero uno della Chart, Hook me up delle The Veronicas (le Tatu australi). Giro il capo e vedo Mao che inizia a muoversi, io e Erika scattiamo e ci mettiamo a cantare e ballare, insieme a Jon, da veri ubriachi metropolitani, barcollanti e striscianti e, la gente (voi vi aspettereste, al solito party nostalgico italiano, un “basita si gira tutta e sconcertata si alza e se ne va”) la gente, manco si gira.
Buona notte
Ballando "Hook Me Up"
Pillola 3 – La pillola del giorno dopo
Alzati a un'ora ragionevole, abbiamo pensato per ben 6 ore se andare o meno alla partita di Cricket che Jon avrebbe giocato per tutto il giorno (dalle 11 alle 5).
Ebbene, nonostante tumefatti (io nel vero senso della parola dopo il bull) siamo usciti di casa.
Erano le 16.30
Circa
Arriviamo, vediamo Jon che ha già giocato, lo salutiamo e torniamo a casa. 17.25
Oggi, di fare gli eroi, non ci riesce proprio.
Santo divano!!!!
Ps Per altri ragguagli sul ns tempo qui in Australia www.lupakkio.blogspot.com
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