domenica 23 novembre 2008

La Diluvione ( Il Tempo del Tempo )

Mamma Helga è finalmente arrivata. Vederla uscire dall'aereoporto in primavera avanzata in triplo maglione ci trasporta subito all'Italia e a voi tutti. Ma a parte voi mi tengo la primavera, che dev'essere un po' freddino su di là... Arrivati a casa, molte chiacchiere concentrate e nanna presto. Domani, come ogni buon convenevole prevede, il girello per la fattoria. E così è stato, o almeno per I primi 700 metri. Perchè al ritorno dalla lavanda Helga ruzzula a terra. Distorsione alla caviglia. Allora uno si domanda...perchè? Perchè proprio ora, il primo giorno, dopo mesi che aspettiamo una sua visita qui? Ma Helga temeraria stringe I denti e si riprende. O cosi' sembra, visto che I postumi della caduta sono ben visibili tutt'ora. Grandi progetti erano in mente, ma nessuno di essi prevedeva una caviglia malconcia. E così ci siamo barricati in casa, che poi non è manco così malaccio. Di cose da dirci ne abbiamo parecchie e anche se non potremmo mostrarle “quei meravigliosi posti australiani”, la fattoria ne è pur sempre un esempio calzante, una sorta di riassunto per viaggiatori senza molte ferie. Le giornate scorrono veloci, ma non lesinano nel regalarci piccole sorprese quotidiane, dove gocce di rugiada mattutine fanno largo a potenti raggi di sole e uccelli canterini si affrettano a darti il bensvegliato (se non a svegliarti del tutto) e cieli immensamente stellati accompagnano il nostro riposo; dove alberi danzano al ritmo del vento allietando la nostra vista e il profumo di fieno appena tagliato accompagna e si fonde a fragranze floreali nuove e intense. Gli animali, privi di timore e quasi come vicini di casa, mostrano e condividono un po' della loro vita privata. Tutto era stato calcolato alla perfezione, l'ingresso di Meggie nella famiglia, I giorni di ferie, destinazione paradiso. Ma come sempre, I conti li puo' fare solo l'oste, che oggi si chiama destino. Ci si potrebbe stressare per accadimenti come questo (tipo il Lago che, smaniante, già sognava bianche spiagge e lunghe distese desertiche nei suoi occhi), ma anche se il motivo è e rimarrà oscuro (o forse no), un perchè ci deve essere. E a suggellare questo, piogge incessanti hanno scalzato il sole dal suo trono sin dal primo giorno di ferie e come in una partita a risiko, la strategia della “vita” prevede che non cessino fino all'ultimo dei nostri giorni off. Piogge purificatrici, docce fresche per l'anima. A far compagnia a questo anche piccole incomprensioni col Boss, a confermare che forse per noi non era il momento del distacco ma della raccolta. Della riflessione. Anche perchè dopo mesi di intenso lavoro e ambientamento viene sempre il tempo della sosta, il tempo in cui tiri le somme. E allora eccoci fermi a casa, fermi fisicamente, ma liberi di viaggiare con la mente. Meggie è una rustica signora attempatella, distratta e retro', un po' dodgy forse, ma spiritosa e splendente. Nata nel 1969 con indiscutibili propositi di libertà, si era ritirata a vita privata da un amico, con il quale si dilettava a passar il tempo del suo “ritiro” tra battute di pesca oceaniche e sonnecchiosi pomeriggi passati in giardino. Non ha fatto menzione di una sua relazione intima con quel suo amico, ma da fonti certe sappiamo che hanno dormito spesso assieme. Meggie ha deciso di trasferirisi e passare un po' di tempo da noi qualche giorno fa, con rinnovati propositi di vita intensa, certa di poter vivere una seconda giovinezza, ma con il senno di quelle vecchiette vissute e ancora arzille e curiose. Meggie è la nostra roulotte. La nostra prima, nuova, vecchia roulotte. Oggi è il nostro quarto di cinque giorni di riposo, ed Helga e Meggie, non potranno socializzare come gli usi e i modi richiedono, ma altre occasioni non mancheranno. Meggie è comunque ancora intenta a familiarizzare con la sua nuova casa, e Helga sta scoprendo l'Australia attraverso la manifestazione delle piccole cose, quelle cose che a causa delle nostre frenetiche vite spesso ignoriamo o diamo per scontate. In compenso ha stretto importanti e durature relazioni con sciami di socievoli e imperturbabili mosche, che l'adorano e non la fanno mai sentire sola. Ora il tempo non manca e nessuno osserva l'orologio. Lasciamo alla luce dettare e scandire I tempi dell'azione e del riposo, lasciamo all'orto il compito di cibarci secondo le sue idee di crescita e stagionalità, tenendo un orecchio tirato, pronto a cogliere il canto sgraziato del taciturno Kukubarra, che da buon Bernacca dei cieli immancabilmente intona il suo lamento straziante a preannunciare l'arrivo delle di piogge. Proprio come un'ora fa.


Gamba di Legno e i Pirati Massaggiatori

Meggie and Eri

Meggie, le ancelle e il pescatore

Aspettando le mosche dopo la pioggia

mercoledì 19 novembre 2008

Appunti (quel che è tuo è mio. E anche tuo)

Ora mi toccherebbe parlare di cose antiche, visto che pigrizia e lavoro mi hanno portato a non accennare in tempi piu' freschi come il ns cottage è stato "quasi completato".
"Roadside collection, l'ultima frontiera del riciclo" poteva essere il titolo, ma altre cose nel mentre sono accadute e le vecchie emozioni si sono mischiate a quelle nuove, lasciando in noi di questa esperienza solo l'essenza.
Ma torniamo a noi. Come successe l'anno scorso per Sneaky (da qualche parte devo averlo scritto) anche quest'anno, in quel di primavera, sono partiti i Roadsidecollections, ovvero ogni quartiere organizza la raccolta di mobili e cianfrusaglie identificando una settimana ogni sei mesi dove ogni famiglia puo' letteralmente buttare fuori casa ogni arnese e mobilia esattamente fuori dalla porta, lasciando quel che non serve piu' (o che annoia) a chi decide di passare da quelle parti. Prassi comune in Australia, dove non si butta niente. Quel che a me non serve e tuo e fine.
Ora uno puo' pensare a cumuli di 'monnezza tipo Napoli, oppure a uno dei soliti accattonaggi LagoDubay. In realtà la qualità delle cianfrusaglie e' decisamente piu' elevata e tutt'altro che maleodorante. Anzi, ogni bendidio è a disposizione e la famigerata coppia, ancora con Diana alleata impeccabile, non si sono lasciati sfuggire l'occasione.
Schumacherone Lago, al volante, furtivamente ronzava intorno alla preziosa mercanzia e con occhio felino selezionava i pezzi grossi. Le sorelle DD invece, come fanti in una battaglia all'ultimo sangue , separavano le truppe e aggredivano da terra ogni singolo cumulo, sgomitando spesso con malintenzionati intenti a privarci dei nostri tesori.
Tavoli, poltrone, stereo e soprammobili, vasi, stoffe mobili e macchinari da cucina, tutti diligentemente impilati, giardino dopo giardino, si lasciavano osservare strizzandoci l'occhio, quasi a dirci: io, io! prendi me, no me!
E il terzetto di Gidgegannup, notoriamente atto a compassione e carità, si è portato a casa tutto.
Tanto per stringerla un po', macchina del pane, macchina per centrifugati, impastatrice e non ricordo quale altra diavoleria elettrica rendono la ns cucina una sorta di laboratorio professionale del cibo, la ns camera è interamente arredata di raccatto e ogni angolo del nostro patio è stato trasformato in salottino esterno.
Ora, siccome non ho la fine, scrivo...fine!
A voi le foto

Roadside View

Chi cerca...

...treasure

Beta Test 1

Beta Test 2

Al rientro da un Roadside e...

...il "nuovo" divano...

- Fine degli Appunti -

sabato 8 novembre 2008

Dams and Cranes


Da un po' vi starete domandando...ma che fine avranno fatto quei due???

Eccoci qua!

Un po' latitantelli effettivamente, ma finalmente rilassati dopo una grande cavalcata di lavoro puro. Perchè la fattoria al nostro arrivo, come si dice giu' di qua, was falling apart e poi partire senza Nigello, che per noi officina e macchinari erano mondi oscuri e tenebrosi, dover imparare in inglese a utilizzare attrezzature che manco sai il nome in italiano, il cottage da ripulire e, on top, due big parties da organizzare: il primo, il secondomatrimonio del primogenito di Ruggero, il secondo invece è il primoevento degli Eastern Suburbs, il principe dei party, ma che dico party, il GidgieParty, ossia il party di rappresentanza di Ruggero medesimo. Una sorta di CountryMeeting con gente che rotola ubriaca sul prato e ci si abbuffa di ogni bendidio. Ma per I particolari su “Spring in Gidgie” potete rifarvi al precedente mio di circa 12 mesi orsono.
Tre mesi estenuanti dicevamo, ma ricchi di piccoli colpi di scena. Così piccoli che è pure difficile descriverli, ma a tratti potrei provarci. Tipo vedere le tue mani diventare confident con quel che toccano, I risultati crescere di giorno in giorno, assorbire informazioni nuove che fluttuano e si uniscono a quel che ti porti dentro e insieme elevarsi e generare nuove prospettive, nuovi orizzonti, nuove sfaccettature...
Ho imparato a usare il trattore. Proprio quella cosa gigantesca che da piccino osservavi dal tanto basso verso l'altissimo. Sotto al culo del Lake. Certe derrapate con lo slasher (lo vedi, un'altra parola) ta-ta-ta-ta e tagli tutta l'erbaccia bella bella. E poi scarichi il camion, e poi ricarichi e poi lo guidi pure, il camion. Un Bedford del 19** bianco latte col braccino a uncino detto crane che ti pende giusto di fronte al finestrino che buca dopo buca non sai mai se ti colpirà infrangendo il vetro fracassandoti lo zigomo sinistro (guida a destra), che c'ho certi avambraccioni che a dodici anni non era niente!



Massey Boy

Miss Bed

(Sto ridendo mentre sto per scrivere questo...) E devo dire che neanche la Dubay ha passato un buon momento...da quando è diventata....ehm...è, lo devo dire così com'è, la Regina....hehe.....
La Regina delle Pompe. Nel senso, idriche. Perchè la fattoria c'ha certi Tankoni (cisternoni) di acqua da 500.000 litri l'uno che sono sì, riempiti da acqua piovana, ma soprattutto da Dams e pozzi artesiani sparsi qua e là che funzionano grazie a pompe a carburante. Un lavoro della madonna tra benzina, accensione, reports sulle quantità di acqua raccolta e la velocità di trasmissione. Motori che si rompono e cinghe che si strappano. Un vero lavoro da CowBoy degli acquedotti. E alla Dubay ormai manca solo un bel cappellaccio di cuoio che quando scende dalla collina, sulla Ute bianca, con gli occhiali a goccia e le taniche di benzina nel Back, il Lago non resiste, si rizza in piedi e assalito da un attaco acuto di testosterone da 36enne ingobbito, esplode tutta la sua energia in una esile alzatina di braccio e poi di manina fa ciao-ciao...ciao-ciao...ciao-ciao...

La Dubay, gomito fuori, mostra I sessantaquattro denti esplodere in un sorriso profumato di Jarrah e per un attimo mi vedo riflesso nei Ray-Ban Dubay. Arsa polvere si solleva al cielo, e mentre attendo impassibile che si depositi in ogni mio pertugio, osservo pulsante la Ute, che borbottando guadagna strada e scompare giusto dietro alla collina.
Ora potrei finirla qui ma non ho detto un cazzo di pratico.
Quindi...

Il Veggie Garden sembra una palude della malesia, mangiamo insalata come corsari e infatti ora abbiamo deciso di sradicarla da quanta è. E che cazzo, non sono mica un erbivoro. Le zucchine non scherzano nemmeno,ma sono ancora una novità. Ieri abbiamo fatto la prima vera sfagiolinata. Forse pure l'ultima. Ravanelli a grappoli e abbondanti ciuffi di spezie. Broccoletti fino alla nausea. In famelica attesa di pomodori.
Sparo giusto un paio di foto. Anzi tre.


Un mese fa

Ieri

Crop

I Parties sono over. Inshallah. Ma siamo belli stanchi. Talmente stanchi che in entrambe le occasioni eravamo due mummie. Due mummie ubriache.



Wedding's Spot


Spring in Gidgie

Diana ci ha salutati già da un po'. Ma solo per un po'. Pero', in quel “un po'”, ci manca. E' stato speso del tempo profondo insieme.


Diana va a far le valigie

Ma sempre nell' “un po' “ eccoci aspettare Mamma Helga, che come sempre impavida, si compra un biglietto aereo in due giorni e dice - arrivo! -
A venerdì quindi...che bello!!!!!!!!


Others:

Miss sessantaquattro sorrisi at Spring in Gidgie

Nodo alla cravatta per lo sposo...Ruggero checks

sabato 18 ottobre 2008

Appunti (Hobby e Tempo Libero)

I Week-End sono dedicati freneticamente ai Garage-Sale. Che uno pensa ai parcheggi in vendita (almeno io) e poi vai a scoprì che mondo c'è sottooooo. Ma andiamo per ordine.

Chi è venuto a trovarci sa che Home è sì tanto bellina, ma pure un po' spoglietta. E manca na' cassettiera, e questo fa cagare, mmmhh...forse....se lo verniciamo....abbiamo svuotato casa.
No, guardate questa foto d'archivio

e poi mi dite se voi passereste ...anni della vs vita su quel divano.
Ecco appunto. Insomma via, cucina a parte tutto fuori. Meglio nuda che semibrutta e si riparte da capo. Alè.
Ma come? Prima idea, Metodo Quokka. Se ha funzionato per SneakyVanLastYear perchè non dovrebbe per 4 mobili in croce?
In trepidante attesa voci di sottobosco si intrecciano per casa, per tutta una settimana.
Fino al giovedì. Si va da Pulella's e si torna a casa col giornalino dell'usato, il Sig.Quokka appunto; si cena e poi sul bel divanetto Erika legge e....colpo di scena!
Per tagliar corto entra di scena il Garage Sale, ossia uno che si svuota casa per trasloco o whatever e mette un'inserzione gratuita sul già menzionato Quokka.
Ma è così comune che ci saranno un centinaio di annunci a botta. Perchè non provare...

Preparazione del Garage Sale

(giovedì sera: Selezione, mappatura, , orari. Pianificazione e copertura aree. Il tragitto perfetto)

Sabato mattina

Sveglia:
Lago: 06.00 rapida innaffiatura orto e preparazione Mezzo
DD (sorelle Dubay) 06.15 colazione frugale e rapida spazzolatura
Partenza 06.30 - 07.00
Praticamente vai all'indirizzo che c'è scritto sull'annuncio, lui ha preparato tutto in giardino, te gli imbuchi in casa e.....l'apoteosi. Mobili mobiletti, tavoli, divani, ammennicoli vari, pentole, vasi, piante, praticamente il tutto.
Ovviamente col tempo abbiamo iniziato ad affinare le ricerche e i modi, fino ad arrivare alla tecnica perfetta:
Erika e Diana si lanciano tipo predoni dei caraibi e tolgono “dal mercato” il 75% della mercanzia in 4 minuti primi, mentre il Lago si concentra sulle chicche del collezionista, il pezzo dove ti serve lo scatto del rapace.
Un Aquilago insomma.
Una volta che la Ute è piena si torna a casa, si scarica tutto e ci si mette a contemplare, emozionati. E' un po' come da bambini, quando si andava a inculare qualcosa nel garage del tuo amichetto e poi ti “arredavi” la capanna che ti eri costruito sull'albero. Il tuo piccolo spazio di libertà.
E dopo lunghe consultazioni (e lavaggi) si inizia a posizionare I nuovi tesori e, settimana dopo settimana, Casa prende nuove forme, colori e sudore e passione e...non lo so. E' divertente, E' cheap E' riciclato. E' nostro.

- Fine Parte 2° -

mercoledì 1 ottobre 2008

Appunti (Farming)

E' tempo delle piogge da queste parti, leggermente in ritardo a dire il vero, ma per fortuna ce l'hanno fatta. Bene per la lavanda, bene perle viti (forse), bene per ulivi (non credo), benissimo per le erbacce. E per l'orto no?
Il Lago deve riconoscere che trova un certo appagamento dopo notti di pioggia, ad andare ad aprire in pigiama alle 7 e controllare l'incontrollabile, toccare l'intoccabile, quel che è sempre stato il territorio di Nigel, il rito di anni di faticoso lavoro, ossia controllare il misuratore di piovosità in millimetri di penetrazione nel suolo. Praticamente un Mac per Farmers.
Un palo, un imbuto di dimensioni calcolate su certi paramentri e un cazzettino con il misurino.
E te vai lì, controlli e svuoti. Arrivederci al giorno dopo. Ma vuoi mettere? Che qui I colleghi fanno: Oh Andy, quanti millimetri oggi? E il Lago tronfio e pavoneggiante “sa”.
Poi vado giù, la Dubix ha già sparato la Moka al fuoco, si sorseggia e si butta un'occhiatina al suolo dell'orto. A tal proposito, devo ufficialmente informare che è uscito il primo tomato varietà Roma (mai sentita). Una scorreggetta di 6 mm.
Dopodichè si aprono le danze, io, con un velo di relax, sigaretta ,... , mi arrampico sulla Jeep e vado, la Dubix, precisa, fa le sue cosine e parte. Pioggia, vento, grandine. Col Quad. E come un Elvis Presley delle praterie calvalca I suoi 40 (?) cavalli rigorosamente con la mano destra. La sinistra in tasca e la cicca in bocca. Oggi sono 60 mattine consecutive. Una scudiera.
I lavori sono incentrati sulla pulizia generale della fattoria in previsione del party di primavera (che si tiene puntualmente da almeno una quindicina d'anni) e del convolo a nozze del Sig.Michail figlio di Vladimir, settimo Zar di Gidgegannup. Roger. Tra meno di tre setttimane.
Pulizia generale che' si divide in:

  1. spruzzare il pesticida sul prato ( 1 acro) (Che sono 250 lt di prodotto a botta – in moto, col serbatoio che sembra 'na da Cow Boy, il Lago spruzzeggiava sul pratello col tutino e la maschera tipo quella che vedi nel telefilm americani con questi in maschera, ecco, quella)

  2. Erbe infestanti - (500 acri), territorio Dubay. Ogni tanto la si vede liggiù, agli ulivi, scorrazzare (sul Quad) e raccogliere centinaia di fiorellini carini sparsi quà e là. Che dolce quando torna, mano destra alla guida, e sacco da 20 chili in spalla.

  3. Rimozione degli alberi caduti, segatura in pezzi del tronco Ragazzi, è uno spasso. Io non lo so se avete mai usato una sega elettrica, ma è una cosa stratosferica. Pure oggi me ne sono fatti un paio, poi ho buttato i ciocchi in legnaia e siamo a posto per il prossimo anno. Ma prima di tutto ciò Peter, che ormai è spalla fissa ogni mattina, incatena I tronchi e li tira fuori col trattore.

  4. Taglio dell'erba (250 acri) Lou – Whipper Snipper Dubay – Trattore. Lou è fidanzata. Ogni volta che scendo la vedo lì, tra i filari delle lavanda, abbracciata al suo amore e insieme danzare leggiadri. Lui le canta un motivetto di rombi e turbine e lei non puo' resistere, E' Mr. Snipper, Whipper Snipper, indomabile rubacuori. 11 chilometri di danze. Nulla invece da annotare sulla Dubay, solita mano in tasca, solita cicca in bocca, gira e fa di cavi e batterie, salta sul trattorino e “slasha” tutto quello che trova sotto.

Poi per il resto dare occhiatine generali qua e là, andare a fare gli acquistini vari, tipo valvole per l'acqua, 1200 kg di cemento (domani secondo Round), portare I macchinari a fare tagliandi, ecc. La Dubix è tornata la Regina Incontrastata dell'Excel, sparando report tipo monitoraggio litri di acqua per vite per stazione. Chissà se avrò anch'io, un giorno, un report sui millimetri di pioggia.

- Fine parte 1° -